Piede diabetico: quali sono i sintomi di questo problema?

4 novembre 2022 Salute e prevenzione

Il piede diabetico è una delle complicanze più comuni e più temute nelle persone che hanno problemi di diabete. A causarlo sono le alterazioni metaboliche tipiche della malattia, dovute all'eccesso di zuccheri nel sangue. Queste, infatti, provocano danni a pelle, terminazioni nervose e vasi sanguigni nelle zone periferiche del corpo, come i piedi. 

Non sottovalutare sintomi e segnali che possono essere indicativi del piede diabetico è importante per evitare conseguenze anche gravi. Vediamo insieme quali sono i disturbi, anche iniziali, con cui si manifesta e che potrebbero passare inosservati.

Piede diabetico: che cos’è?

Il piede diabetico si può presentare sia in caso di diabete di tipo 1 che di tipo 2, quando la patologia non è adeguatamente controllata, e quindi i livelli di zuccheri nel sangue sono costantemente alti. Si crea, in questo caso, una situazione di alterazione metabolica prolungata che danneggia le arterie, causando un’arteriopatia periferica. Anche i nervi risentono di questa situazione di scompenso metabolico, dal momento che una quantità eccessiva di zucchero nel sangue porta alla sofferenza, e persino alla morte, delle fibre nervose, causando la comparsa della neuropatia diabetica

Queste condizioni possono comportare disfunzioni anatomiche e funzionali alla pelle, che, di conseguenza, rischia più facilmente infezioni, ulcerazioni e distruzione dei tessuti, anche in profondità.

Dieta adeguata, attività fisica, terapia farmacologica aiutano a controllare entrambe le forme di diabete. A volte, però, ci si accorge tardi della malattia perché si trascurano i sintomi del diabete, che quindi giunge a un livello avanzato e diventa più difficile tenerlo sotto controllo. In questi casi, il livello di glucosio elevato crea uno scompenso metabolico nel sangue, con conseguente danno ai vasi sanguigni e ai nervi

Piede diabetico: i sintomi iniziali a cui prestare attenzione

All’inizio, il piede diabetico si manifesta con sintomi apparentemente banali, che non sempre la persona riesce a collegare a questa complicanza. Per esempio, il formicolio ai piedi, intenso e persistente, è un segnale iniziale di neuropatia diabetica ed è bene parlarne con il medico. Lo stesso vale per il prurito ai piedi: nel diabete si può verificare in modo intenso e frequente, accompagnato da secchezza della pelle e senza che ci sia una causa apparente (come, ad esempio, una puntura di insetto o una forma allergica localizzata). È opportuno segnalare questo sintomo al medico perché può essere spia di un diabete non ben controllato o, addirittura, ancora da diagnosticare. 

Vediamo, uno per uno, quali sono i sintomi del piede diabetico nelle fasi iniziali.

Secchezza della pelle

La pelle dei piedi di una persona con diabete non ben trattato tende a presentare secchezza e disidratazione, a causa dello scarso nutrimento, sangue e ossigeno che ricevono i tessuti. Sia sul dorso del piede sia a livello del tallone e della parte anteriore, in corrispondenza delle dita (avampiede), si formano facilmente delle zone di cute dura e secca che possono screpolarsi, favorendo l’ingresso di batteri, funghi e altri germi in grado di causare infezioni.

Gonfiore agli arti inferiori

Anche il gonfiore può essere sintomo del piede diabetico. Infatti, l’arteriopatia periferica provoca cattiva circolazione del sangue, che non riesce a risalire al cuore e tende a ristagnare in questa zona del corpo.

Limitazione dei movimenti

A causa dell’insufficiente nutrimento e dello scarso ossigeno che ricevono, le strutture molli del piede (tendini, legamenti, cartilagini) divengono progressivamente più rigide e spesse. Di conseguenza, le articolazioni del piede sono meno mobili, situazione che limita i movimenti durante la camminata.

Diminuzione di forza

Anche la debolezza, così come la minore percezione di sensazioni quali temperatura o dolore, può essere un sintomo provocato dal diabete a gambe e piedi. I muscoli degli arti inferiori, sempre a causa dello squilibrio metabolico, perdono gradualmente forza e resistenza: la persona, quindi, fatica a camminare, a compiere i movimenti e tende a stancarsi prima.

Calo di sensibilità

Le fibre nervose del piede, a causa della neuropatia diabetica, perdono progressivamente sensibilità e non sono più in grado di percepire sensazioni come caldo, freddo, dolore, oppure un fastidio conseguente a una posizione non corretta, durante la camminata, o dovuta a scarpe scomode. Questo aumenta il rischio di incorrere in traumi acuti e cronici. 

La persona, ad esempio, potrebbe non avvertire il calore troppo intenso della borsa di acqua calda su cui ha appoggiato i piedi, procurandosi una lieve scottatura che, con il tempo, tende a peggiorare. Infatti, lo scarso apporto di sangue, ossigeno e nutrimento non riesce a riparare rapidamente la lesione come succederebbe in un soggetto sano.

Anche il dolore, nel piede diabetico, viene percepito meno. La persona, quindi, può non rendersi conto se una scarpa non è adeguata o se stringe troppo, ad esempio. Questo può provocare danni ai tessuti, senza che il paziente se ne renda conto: banali vesciche, dovute a scarpe scomode, non guariscono bene e, di conseguenza, possono trasformarsi in ferite

Piede diabetico: i sintomi più gravi

È bene non sottovalutare i sintomi che abbiamo appena visto, perché possono essere una spia del piede diabetico. Qualora ci si accorgesse di queste manifestazioni, si dovrebbe parlare con il proprio medico. Quest’ultimo può suggerire degli esami del sangue per individuare una forma di diabete ancora non diagnosticata, oppure modificare la terapia del diabete, se quella seguita non riesce a controllare la malattia. Inoltre, potrebbe suggerire trattamenti locali di cura e igiene del piede, anche eseguiti da un podologo, che riducono i rischi di ulcere e infezioni. Il momento di intervenire, infatti, è quando i sintomi sono ancora controllabili; in seguito, le manifestazioni gravi sono più difficilmente curabili e possono compromettere la qualità della vita. Vediamo le principali.

Ulcera del piede

Si tratta di una lesione della pelle, che di solito si localizza nella pianta del piede, e che difficilmente si risolve in modo spontaneo. Le piaghe del piede diabetico possono svilupparsi anche da un’unghia incarnita, provocata dalla compromissione nervosa e circolatoria dovuta alla malattia. Questa condizione non guarisce facilmente nei pazienti con diabete non ben curato, inoltre, può favorire un'infezione: nei punti in cui l'unghia ferisce la pelle, infatti, possono penetrare dei germi, che raggiungono i tessuti profondi. 

È importante evitare che il piede di una persona con diabete arrivi a sviluppare un’ulcera, perché, nei casi più severi, potrebbe portare a un’amputazione. Questa, purtroppo, può essere l’unica soluzione per salvare la vita del paziente, quando le condizioni generali sono molto compromesse. Se la lesione riesce a raggiungere i tessuti sottocutanei e ossei, ad esempio, può comparire una osteomielite, ossia un’infezione dell’osso

Il calo di sensibilità, tuttavia, può rendere difficile per una persona con piede diabetico accorgersi della presenza di un’ulcera. Per questo, come vedremo, prevenirla attraverso i comportamenti corretti è fondamentale.

Deformazione dell’arco plantare

Come conseguenza dell’irrigidimento articolare, il piede tende a perdere la sua forma corretta, che è leggermente arcuata per  garantire un giusto appoggio del peso corporeo. In particolare, l’arco plantare diventa più pronunciato e questo crea problemi sia durante la camminata sia in posizione statica. Il peso del corpo grava soprattutto sulla parte anteriore del piede, che è quindi più soggetta ad attrito, sfregamento, con conseguente aumento di rischio di incorrere in lesioni.

Prevenzione e cura del piede diabetico

Non tutte le persone con diabete sviluppano questa complicanza. Tuttavia, è importante che adottino la consuetudine di ispezionare e curare il piede con adeguate manovre igieniche, per mantenere sana la zona e scoprire in tempo eventuali piccole lesioni, anche semplici taglietti o vesciche. 

Come abbiamo visto in un precedente articolo dedicato alla prevenzione e cura del piede diabetico, è fondamentale seguire alcune abitudini utili come, ad esempio, controllare i piedi quotidianamente, lavarli e asciugarli con attenzione, evitare borse d’acqua calda e indossare sempre scarpe comode. 

Inoltre, è bene seguire le istruzioni del medico, del farmacista o dell’infermiere anche per ciò che riguarda l’uso di solette, prodotti per l’igiene e plantari. 

L’importanza di rivolgersi a un esperto per il trattamento del piede diabetico

Quando compare un’ulcera è essenziale contattare un esperto per una corretta medicazione, che avviene attraverso l’impiego di disinfettanti locali, lavaggi con soluzione fisiologica, speciali cerotti in tessuto che impediscano la macerazione della pelle e favoriscano, al tempo stesso, la rimarginazione dei tessuti. Non è semplice e sicuro compiere queste manovre da soli, oppure affidarsi a persone non esperte, perché si rischia di peggiorare la situazione. 

Per queste necessità ci si può rivolgere a realtà come PrivatAssistenza, che da quasi 30 anni fornisce servizi di assistenza ad anziani, malati e disabili nel confort e nella sicurezza della loro abitazione. 

PrivatAssistenza mette a disposizione un servizio professionale di podologo a domicilio, in grado di prendersi cura delle patologie a carico del piede e delle unghie. Il servizio consiste in una prima visita domiciliare per valutare il problema, nel corso della quale si concorda la terapia da seguire. Nei successivi incontri a casa, il podologo interviene con trattamenti mirati di podologia riabilitativa e, se necessario, effettua medicazioni alle unghie e al piede, che sono importanti in caso di piede diabetico per la prevenzione delle ulcere. 

Inoltre, l’esperto può effettuare ulteriori trattamenti, sulla base delle specifiche esigenze del paziente, tra cui rieducazione attiva e passiva del piede e della caviglia, rieducazione post chirurgica e post traumatica del piede per recuperare la funzionalità, rieducazioni in caso di alterazioni congenite o evolutive. Si occupa anche di cura e ricostruzione delle unghie, della messa a punto di ortesi digitali e metatarsali in silicone, e di plantari su misura. 

Scopri di più sul servizio di podologo a domicilio di PrivatAssistenza e i centri che lo effettuano.  

Ultimi articoli del Blog


Depressione negli anziani: come riconoscerla e curarla

La depressione senile ha conseguenze molto serie sulla salute e il benessere degli anziani. Scopri i sintomi, le cause e le terapie più efficaci.

OSA: significato e mansioni dell’Operatore Socio Assistenziale

L’OSA si occupa del benessere psicofisico delle persone fragili o anziane. Scopri le mansioni e le competenze che deve avere questa figura.

Come scegliere una poltrona per anziani: le cose da sapere

La poltrona per anziani è un valido sostegno per chi ha difficoltà motorie. Scopri i suoi benefici e quali requisiti considerare nella scelta.