Cattiva circolazione: 10 segnali da non sottovalutare

24 maggio 2018 Salute e prevenzione
cattiva circolazione

La cattiva circolazione è una disfunzione a carico dei vasi sanguigni che compromette il normale sistema di distribuzione del sangue, e quindi di ossigeno e nutrienti, dal cuore alle aree periferiche del corpo. L’alterazione di questo complesso meccanismo è alla base sia di disturbi che interessano l’intero organismo, sia di problemi localizzati in alcune specifiche aree. 

La cattiva circolazione è un problema frequentemente connesso all’età avanzata: la popolazione anziana, infatti, va spesso incontro a disturbi provocati dalla riduzione dell’afflusso di sangue alle cellule del corpo, come avviene, ad esempio, nel caso dell’arteriopatia periferica, che può essere all’origine di infarti o ictus

Ma quali sono i segnali che indicano che qualcosa non va? I sintomi che riconducono alla cattiva circolazione sono almeno 10: passiamoli in rassegna e scopriamo i principali campanelli d’allarme a cui prestare attenzione.

Come funziona l’apparato circolatorio?

Prima di approfondire i sintomi di una cattiva circolazione, spieghiamo come funziona l’apparato cardiocircolatorio: composto dalla rete dei vasi sanguigni, è proprio attraverso questo fitto sistema di strutture tubolari, infatti, che scorre il sangue pompato dal cuore. 

In base alla loro dimensione e alla funzione che svolgono, i vasi si distinguono in:

  • arterie: ricevono il sangue dal cuore e lo distribuiscono alle diverse parti del corpo;
  • capillari: sono vasi molto sottili, garantiscono alle cellule e ai tessuti il rifornimento di ossigeno e nutrienti e incanalano il sangue ricevuto dalle arterie nelle venule, piccoli vasi che a loro volta formano le vene;
  • vene: riportano il sangue dai distretti periferici del corpo al cuore.

Dunque, la funzione dell’apparato cardiocircolatorio è quella di convogliare ossigeno e nutrienti ai vari organi, attraverso arterie e capillari, e di eliminare anidride carbonica e sostanze di scarto grazie al sistema venoso.

Quali sono le cause della cattiva circolazione?

In linea generale, ad alterare il sistema di pompaggio del sangue è la perdita di elasticità delle pareti dei vasi, che fanno più fatica a spingere il flusso sanguigno in circolo. Spesso, a interferire con una corretta circolazione sono anche placche costituite da accumuli di materiale lipidico, proteico e fibroso che restringono il vaso stesso.

All’origine di questa minore flessibilità dei vasi, e della conseguente insufficienza circolatoria, c’è prevalentemente l’età avanzata, ma non solo. I fattori che causano la cattiva circolazione possono essere diversi e comprendono:

  • posture scorrette prolungate, ad esempio trascorrere molte ore in piedi;
  • il sovrappeso;
  • il fumo;
  • la gravidanza.

La cattiva circolazione negli anziani

Sebbene sia un problema comune ad ampie fasce di popolazione, la cattiva circolazione interessa in modo predominante gli anziani

All’origine di questo disturbo, infatti, ci sono condizioni patologiche legate all’età. Osserviamole nel dettaglio.

Aterosclerosi (arteriosclerosi)

L’aterosclerosi è una malattia a carico delle pareti interne delle arterie che perdono elasticità a causa di accumuli di calcio, colesterolo e cellule infiammatorie. Queste placche costituiscono delle vere e proprie sporgenze all’interno della cavità arteriosa e ostacolano il flusso sanguigno. 

Il rischio maggiore legato all’aterosclerosi è la rottura della placca che può generare dei trombi (coaguli di sangue all’interno del vaso) e causare l’ostruzione della cavità arteriosa con conseguente interruzione del flusso sanguigno.

All’origine di questa patologia c’è, di base, l’età avanzata a cui si aggiungono diversi fattori, tra cui:

  • elevati livelli di colesterolo nel sangue;
  • ipertensione arteriosa;
  • diabete mellito;
  • familiarità.

 Arteriopatia periferica

Tra i disturbi connessi all’aterosclerosi c’è l’arteriopatia periferica, patologia provocata dalla riduzione del flusso sanguigno alle arterie degli arti inferiori.

L’arteriopatia periferica si manifesta con un sintomo tipico: la claudicatio intermittens (zoppia intermittente). Questa condizione è caratterizzata da un dolore muscolare alle gambe che compare con il movimento e scompare dopo qualche minuto di riposo. La localizzazione del dolore dipende dal punto in cui si trova l’arteria ostruita. 

Oltre al sintomo principale, questo disturbo si manifesta anche con:

  • intorpidimento dell’arto colpito;
  • alterazione di colore e temperatura della gamba;
  • sensazione di mani e piedi freddi;
  • pelle lucida e ritardo nella crescita di peli e unghie nell’arto e nel piede;
  • presenza di piaghe.

Diabete mellito di tipo 2

Tra le cause della cattiva circolazione, in particolar modo negli anziani, c’è anche il diabete di tipo 2. Questa patologia si manifesta quando il pancreas non produce quantità sufficienti di insulina, che è l’ormone alla base del metabolismo dei carboidrati. 

La carenza di insulina causa un accumulo di glucosio nel sangue che può ripercuotersi sulle condizioni dei vasi sanguigni:

  • il depositarsi di sostanze derivate dagli zuccheri complessi sulle pareti dei piccoli vasi ne causa l’ispessimento e la possibile rottura;
  • gli elevati livelli di glucosio portano a un incremento dei grassi nel sangue: questi ultimi favoriscono l’aterosclerosi e il conseguente  rallentamento del flusso sanguigno a livello arterioso.

I sintomi della cattiva circolazione

Gli effetti della cattiva circolazione comportano disturbi a carico di gambe, mani e piedi e impattano in modo negativo su metabolismo, sistema immunitario, apparato digerente e funzionalità cognitiva.

Vediamo nel dettaglio i campanelli d’allarme a cui prestare attenzione, in quanto possono suggerire un problema di circolazione.

Vene varicose

Spesso considerate un problema prevalentemente femminile, più frequente in età avanzata, le vene varicose interessano in parte anche la popolazione maschile. All’origine di questo disturbo c’è un’insufficienza circolatoria del sistema venoso superficiale causata dall’indebolimento delle valvole adibite al pompaggio del sangue.

Questo problema si manifesta con una sintomatologia specifica:

  • dilatazione delle vene superficiali (ectasie venose);
  • sensazione di pesantezza agli arti inferiori;
  • gambe gonfie, in particolare dopo aver trascorso tanto tempo in piedi;

A incidere sull’insorgenza delle vene varicose ci sono diversi fattori, tra cui:

  • familiarità;
  • posture scorrette prolungate;
  • ambiente caldo-umido.

La comparsa di ectasie venose particolarmente importanti nel tempo può essere all’origine della varicoflebite, una patologia che si manifesta con la presenza di coaguli di sangue all’interno della vena varicosa. 

Presenza di ulcerazioni su gambe o piedi

Tra le conseguenze di una cattiva circolazione c’è lo scarso irroramento dei tessuti che può avere conseguenze gravi come l’ipossia, cioè la carenza di ossigeno. Tale condizione è all’origine di problemi a livello cutaneo, come la secchezza, che possono degenerare in ulcerazioni

Queste lesioni, che interessano mani e piedi e talvolta anche caviglie e gambe, si presentano come eruzioni cutanee infiammate, dolorose e difficili da guarire. A questi sintomi si aggiungono anche:

  • tumefazioni;
  • dolore a mani e piedi;
  • intorpidimento degli arti.

Nei casi più gravi le ulcerazioni possono dare luogo a necrosi, ovvero la morte delle cellule che compongono il tessuto. 

Mani e piedi freddi

Un altro campanello d’allarme da non sottovalutare, in caso di sospetta insufficienza circolatoria, è la sensazione di mani e piedi freddi, che in alcuni casi porta alla comparsa di chiazze bluastre, diretta conseguenza di un deficit di ossigeno nel sangue

Nella popolazione giovane questo disturbo può essere connesso al Fenomeno di Raynaud, condizione determinata dall’eccessivo restringimento dei vasi sanguigni in presenza di sintomi scatenanti (come ad esempio sbalzi di temperatura o emozioni intense) che vanno ad alterare il flusso del sangue nei distretti periferici dell’organismo. Nella maggior parte dei casi viene considerata una condizione benigna e dunque si risolve senza particolari conseguenze. 

La tendenza ad avere mani e piedi freddi negli anziani, invece, rappresenta un sintomo da monitorare perché, come abbiamo visto, è riconducibile a una diagnosi di arteriopatia periferica.

Unghie deboli e perdita di capelli

Una scarsa ossigenazione porta con sé uno squilibrio nell’apporto di nutrienti ai distretti periferici che si ripercuote sulla salute di unghie e capelli: ecco perché tra i segnali di una cattiva circolazione c’è proprio lo sfaldamento delle unghie e la perdita di capelli

Disfunzione erettile

Gli effetti di una circolazione rallentata si manifestano anche con disturbi della sfera sessuale: a provocarli è lo scarso afflusso di sangue agli organi riproduttivi maschili.

Problemi digestivi

La cattiva circolazione si accompagna spesso a disturbi a carico dell’apparato digerente, ecco perché uno dei segnali a cui porre attenzione è la perdita di appetito.
Gli organi coinvolti nella digestione, infatti, necessitano di un maggiore afflusso di sangue: un problema a livello circolatorio, quindi, può compromettere l’intero processo causando difficoltà digestive come acidità e stitichezza, oltre che inappetenza.

Indebolimento del sistema immunitario

Una circolazione compromessa o rallentata può avere ripercussioni, inoltre, sulla funzionalità del sistema immunitario: il sangue, infatti, è uno dei veicoli delle cellule dell’immunità come i globuli bianchi (responsabili dell’immunità specifica). 

Poiché una disfunzione circolatoria causa un minore afflusso di questi preziosi elementi, l’organismo va incontro a una riduzione degli anticorpi, all’abbassamento delle difese immunitarie e a disturbi come la lenta cicatrizzazione delle ferite.

Stanchezza

A causa di un minore apporto di ossigeno e nutrienti ai vari distretti dell’organismo, quest’ultimo tende a riservare l’energia per le attività vitali. Di conseguenza, il metabolismo rallenta e la muscolatura si indebolisce: il risultato è un aumento della sensazione di stanchezza che tende a manifestarsi anche in concomitanza con attività fisiche a basso dispendio energetico.
Altri segnali legati agli effetti della cattiva circolazione sul metabolismo sono l’affanno e una diminuzione della resistenza fisica.

Alterazione della funzionalità cognitiva

La cattiva circolazione è strettamente connessa a una riduzione della flessibilità delle pareti dei vasi sanguigni che, nei casi più gravi, si fanno più rigidi e spessi. Come abbiamo visto, patologie come l’aterosclerosi o l’arteropatia periferica sono all’origine di uno scarso afflusso di sangue – e dunque di ossigeno e nutrienti – ai neuroni: questo ha importanti ricadute sulla capacità di concentrazione e sulla memoria a breve termine

Angina Pectoris

Un flusso circolatorio rallentato o disfunzionale impatta anche sulla quantità di sangue che raggiunge il tessuto cardiaco: la momentanea carenza di ossigeno che viene così a determinarsi (ischemia) è all’origine dell’angina pectoris (in latino significa “dolore al torace”), una patologia che si manifesta con un dolore toracico improvviso e acuto, a cui talvolta si accompagnano altri sintomi:

  • sensazione di pesantezza al torace e agli arti superiori;
  • formicolio o indolenzimento;
  • affaticamento;
  • sudorazione;
  • nausea.

Nell’angina pectoris l’episodio ischemico è reversibile e non provoca danni cardiaci permanenti. A differenza del dolore provocato dall’infarto, che è più intenso e non diminuisce neanche in seguito all’assunzione di farmaci, quello dell’angina tende a ridursi fino a sparire con l’attenuarsi della condizione di sforzo che ne è all’origine. 

In ogni caso, un episodio di angina pectoris non va mai trascurato: è indice, infatti, di un problema circolatorio e va subito segnalato al proprio medico di fiducia che prescriverà tutti gli approfondimenti del caso.

A chi rivolgersi in caso di sospetta insufficienza circolatoria? 

Al manifestarsi di uno o più disturbi connessi alla cattiva circolazione è fondamentale rivolgersi a un angiologo che, nel corso di una visita specialistica, rileverà eventuali patologie a carico di vene e arterie. 

Questo passaggio è molto importante perché non solo consente di individuare malattie ancora asintomatiche, ma permette di prevenire e  intervenire tempestivamente in caso di complicanze legate a problemi circolatori come aneurismi, embolie, arteriosclerosi, trombosi e dissecazione dell’aorta (patologia spesso fatale che porta alla lacerazione dello strato interno della parete dell’aorta).

Lo strumento diagnostico di cui si avvale l’angiologo è l’ecocolordoppler, che consente di analizzare in modo estremamente preciso la situazione dei vasi.

Cos’è l’ecocolordoppler?

L’ecocolordoppler è un’ecografia che integra input visivi e segnali acustici e consente di mappare i vasi e di valutare in tempo reale la direzione del flusso sanguigno. Alla base della particolare accuratezza di questo esame c’è la combinazione dell’effetto “Doppler”, che consente di misurare la velocità del flusso sanguigno, con la “metodologia color flow imaging”, che aggiunge la componente cromatica all’esame ecografico. 

È uno strumento prezioso, in grado di evidenziare disfunzioni circolatorie e patologie anche gravi che spesso si manifestano in modo silente. In particolare, grazie all’ecocolordoppler è possibile rilevare insufficienze venose, aneurismi o trombosi e individuare possibili lesioni aterosclerotiche, cioè le placche all’origine delle ostruzioni del flusso sanguigno responsabili di possibili trombi.

Si tratta di un esame non invasivo che non comporta dolore o fastidio. Viene effettuato proprio come un’ecografia: sulla parte da esaminare viene applicato un gel, poi lo specialista appoggia una sonda a ultrasuoni che permette di rilevare le immagini che verranno trasmesse al monitor dell’apparecchio ecografico.

Prevenire i problemi circolatori

Come abbiamo visto, la cattiva circolazione è all’origine di numerosi disturbi che interessano, in particolare, la popolazione anziana. La maggior parte delle patologie – anche gravi – connesse all’ispessimento dei vasi (o alla creazione di coaguli) e alle conseguenti difficoltà del sangue a raggiungere tutti i distretti corporei possono essere prevenute non solo attraverso visite e controlli periodici (soprattutto dopo i 65 anni) ma anche grazie a una serie di buone abitudini quotidiane

Nello specifico, uno stile di vita sano è il più prezioso alleato per contrastare l’irrigidimento delle pareti dei vasi sanguigni. Basta seguire poche e semplici regole:

  • ridurre il consumo di cibi ricchi di grassi e prediligere un regime alimentare a base di fibre;
  • limitare il consumo di alcolici;
  • evitare il fumo;
  • praticare esercizio fisico regolare.

In generale, inoltre, prestare attenzione ai campanelli d’allarme che abbiamo analizzato è fondamentale per capire quando è il momento di rivolgersi al proprio medico: sarà lui a prescrivere tutti gli accertamenti necessari per verificare un possibile problema circolatorio.

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