Liquido nei polmoni degli anziani: le cause e le cure di questo problema

26 gennaio 2023 Salute e prevenzione
liquido nei polmoni anziani

La comparsa di liquido nei polmoni – degli anziani ma non solo – è una condizione seria, nota anche con il nome di edema polmonare. Consiste nell’accumulo di acqua nei polmoni in zone che normalmente ne sono prive, come gli alveoli e gli interstizi polmonari. Queste strutture collaborano agli scambi gassosi tra l’organismo e l’esterno: eliminano l’anidride carbonica prodotta con la respirazione e fanno scorta di ossigeno per distribuirlo a tutti i tessuti. 

La presenza di acqua nei polmoni impedisce gli scambi respiratori, esponendo tutto l’organismo a gravi conseguenze. Le persone di una certa età possono essere più soggette a questo problema rispetto ai giovani perché determinate condizioni che espongono all’edema polmonare tendono a essere più frequenti con l’invecchiamento. Vediamo quindi più nel dettaglio le cause del liquido nei polmoni negli anziani, le cure possibili e i sintomi da non sottovalutare.

Che cos’è l’edema polmonare?

La parola edema deriva da un termine greco che significa “gonfiore”: l’accumulo di liquido nei polmoni ha infatti l’effetto di rendere i tessuti gonfi e infiammati. Questo porta a una respirazione difficoltosa, il processo vitale che rifornisce di ossigeno gli organi del corpo. 

Quando si forma acqua nei polmoni significa che parte del plasma, la componente liquida del sangue che scorre nei piccoli capillari degli alveoli polmonari, fuoriesce dai vasi sanguigni. Il liquido può accumularsi tra le cellule dell’interstizio polmonare, il tessuto connettivo dei polmoni che circonda gli alveoli polmonari, la parte terminale dei bronchi dove avvengono gli scambi gassosi; se quest’ultimo si forma solo nell’interstizio causa l’edema interstiziale, se invece raggiunge gli alveoli polmonari dà luogo all’edema alveolare, che rappresenta una condizione ancora più seria. 

Il liquido può fuoriuscire dai capillari per diverse ragioni:

  1. a livello polmonare aumenta la pressione sanguigna, quindi i capillari non riescono più a contenere il sangue;
  2. si verifica un danno al tessuto dei capillari che, di conseguenza, non è più impermeabile e provoca la fuoriuscita del plasma;
  3. il plasma non riesce a mantenere in circolo i liquidi presenti nei vasi sanguigni a causa di una scarsa quantità di proteine presenti nel sangue.

Acqua nei polmoni: le possibili cause

La formazione di acqua nei polmoni può essere legata a patologie dell’apparato cardio-circolatorio oppure a disturbi polmonari o a carico di altri organi. Nel primo caso, gli esperti parlano di edema polmonare cardiogeno, mentre nel secondo si tratta di edema polmonare non cardiogeno perché dovuto a cause extracardiache. Vediamo, nel dettaglio, entrambe le casistiche.

Edema polmonare cardiogeno

L’edema polmonare cardiogeno è legato a un malfunzionamento di atrio e ventricolo sinistro del cuore, la parte che si contrae e imprime al sangue una spinta sufficiente per arrivare all’aorta: da qui, il sangue ricco di ossigeno raggiunge tutti i tessuti dell’organismo. Se la sezione sinistra del cuore non funziona correttamente il cuore non ha la forza di pompare il sangue, questo refluisce nel cuore stesso e poi torna indietro ai polmoni. 

Le cause sono legate a problemi come:

  • infarto:
  • aritmie gravi;
  • problemi della valvola aortica o mitrale;
  • cardiopatie, termine con cui si intendono tutte le condizioni in cui il cuore, per problemi congeniti o acquisiti, non si contrae in modo efficace e regolare.

Edema polmonare non cardiogeno

In questo caso la presenza di liquido nei polmoni è spesso legata a malattie dei polmoni oppure a condizioni che si ripercuotono sulla salute dell’apparato respiratorio. Queste causano una condizione infiammatoria del tessuto polmonare, con rilascio di liquido da parte dei capillari sanguigni e successivo accumulo dello stesso in interstizi e alveoli. 

L’edema polmonare non cardiogeno può essere dovuto a:

  • problemi polmonari tra cui polmoniti, enfisema, embolia polmonare, oppure causati da inalazione di sostanze tossiche o da traumi al torace, ad esempio come conseguenza di un incidente.
  • Malattie che causano una condizione di intossicazione generalizzata nell’organismo, con possibili conseguenze anche sulla salute dei polmoni: ne sono esempi la pancreatite, l’insufficienza renale, uno stato di infezione generalizzata, ma anche l’assunzione di farmaci oppiacei in quantità eccessive e non controllate.
  • Sbalzi improvvisi della pressione dei polmoni, per esempio dovuta a una salita troppo rapida in alta montagna (dai 2.500 metri in su). In montagna la pressione può variare a causa della minore quantità di ossigeno disponibile e del fatto che l’altitudine attiva il sistema che regola la pressione stessa.

Edema polmonare acuto o cronico

Inoltre, l’edema polmonare può essere di due tipi, acuto e cronico:

  • l’edema acuto (quindi improvviso) si presenta in seguito a intossicazioni, traumi ai polmoni, infarto, rapida ascesa in alta montagna o attività sportive ad alte quote;
  • l’edema cronico (che peggiora nel tempo) è invece conseguenza di malattie spesso croniche e sottovalutate, a carico del cuore ma non solo.

Edema polmonare negli anziani: quali sono le principali cause?

Alcune condizioni in grado di causare un accumulo di liquido nei polmoni possono verificarsi a qualsiasi età, anche nei soggetti più giovani. È il caso, ad esempio, di un trauma al torace, dell’inalazione di sostanze tossiche o dell’ipertensione polmonare dovuta a una salita troppo rapida in alta montagna. Per questo, soprattutto oltre i 2.500 metri, è sempre bene ricordare di seguire alcune specifiche accortezze durante l’ascesa per consentire un adeguato acclimatamento ed evitare che si salga in modo eccessivamente veloce.

Le persone anziane, tuttavia, sono maggiormente esposte ad accumulo di acqua nei polmoni rispetto ai giovani. Questo succede soprattutto a causa di patologie cardiache o circolatorie come infarto, ictus, cardiopatie acquisite, che possono causare edema polmonare e che sono frequenti nelle persone dopo i 65 anni di età, come spiega anche il Ministero della Salute

Per questa ragione l’edema polmonare negli anziani è una evenienza tutt’altro che rara. Dopo una certa età, infatti, al naturale invecchiamento dei tessuti (che rende più predisposti a sviluppare alcune patologie) possono anche sovrapporsi cattive abitudini come sedentarietà, fumo, alimentazione ipercalorica, in grado di predisporre maggiormente a determinate malattie acute o croniche. 

Quando il liquido si accumula nella pleura

Molte malattie responsabili dell’edema polmonare possono causare anche un accumulo di liquidi nella parte esterna dei polmoni, tra i due strati di tessuto che costituiscono la pleura. Si tratta di una struttura che avvolge esternamente i polmoni, proteggendoli e seguendo il loro movimento mentre si contraggono e si espandono durante l’inspirazione e l’espirazione. 

Tra i due “foglietti” che costituiscono la pleura normalmente è presente un sottile strato di liquido, necessario allo scorrimento dei tessuti durante gli atti respiratori. Se la quantità di liquido è eccessiva, però, la respirazione diviene difficoltosa, con comparsa di dolore toracico: in questo caso si parla di versamento pleurico

Oltre ai problemi cardiaci e le infiammazioni polmonari, il versamento pleurico può essere legato a tumori ai polmoni, tubercolosi, malattie autoimmuni come il lupus eritematoso sistemico e l’artrite reumatoide.

Liquido nei polmoni: quali sono i sintomi e le possibili conseguenze?

È importante non sottovalutare alcuni sintomi che sono caratteristici della presenza di liquido nei polmoni degli anziani e che, talvolta, possono essere confusi con manifestazioni del normale invecchiamento. In particolare, bisogna prestare molta attenzione all’edema polmonare acuto, che richiede ricovero in ospedale e un trattamento immediato

Se non si interviene con la corretta terapia, l’edema polmonare può avere conseguenze molto serie: la capacità respiratoria può diventare via via più difficoltosa e risultare compromessa, mettendo a rischio la vita stessa. 

I sintomi dell’edema polmonare cronico

I principali sintomi dell’edema polmonare cronico sono:

  • difficoltà respiratoria: può comparire sia quando la persona svolge un’attività fisica (anche lieve) costringendola a fermarsi, sia quando si trova in posizione sdraiata.
  • Ortopnea: se la difficoltà respiratoria si verifica quando si è sdraiarti si parla di ortopnea. Generalmente, è il segnale di una condizione di edema più seria. L’ortopnea può essere accompagnata da colpi di tosse e si allevia mettendosi in posizione seduta, come se si volesse scendere dal letto ma senza alzarsi.
  • Problemi respiratori durante la notte: nei casi più gravi, durante la notte possono comparire problemi alla respirazione definiti “dispnea parossistica notturna”. In genere sono il sintomo di una progressione più grave dell’edema polmonare, tant’è che l’anziano non trova sollievo neppure in posizione seduta.
  • Tosse: la formazione di liquido nei polmoni provoca spesso episodi di tosse, a volte anche con emissione di sangue a causa della rottura dei capillari degli alveoli e dei bronchi. 
  • Colorazione anormale della pelle: a causa dell’insufficiente apporto di ossigeno e dell’accumulo di anidride carbonica nei tessuti, la pelle tende a diventare pallida e può assumere una colorazione bluastra soprattutto a livello delle estremità.
  • Nelle forme di edema polmonare cardiogeno possono comparire dolore al torace, aumento della pressione arteriosa, pulsazioni irregolari.

Edema polmonare acuto: i sintomi 

In caso di edema polmonare acuto possono invece comparire queste manifestazioni:

  • difficoltà di respirazione con esordio improvviso, che trova sollievo se la persona assume una posizione con busto eretto;
  • tosse con possibile emissione di schiuma di colore rosato, dovuta alla rottura dei capillari dei polmoni;
  • rantoli e sibili respiratori
  • debolezza;
  • sudorazione intensa;
  • pelle fredda;
  • sensazione di forte ansia

Come si diagnostica l’edema polmonare

La diagnosi di edema polmonare si raggiunge in seguito a un’accurata visita medica, in cui, oltre ad auscultare il torace del paziente, si effettua un’indagine sui sintomi e sulle patologie concomitanti. Tuttavia sono necessari ulteriori approfondimenti, ad esempio: 

  • analisi del sangue: in particolare è utile l’emogasanalisi, un prelievo di sangue venoso che permette di scoprire i livelli di ossigeno nel sangue. Si effettuano poi esami del sangue per la concentrazione del peptide natriuretico di tipo B, indicativo di disturbi al cuore, per emocromo, creatinina, azoto ureico ematico, enzimi per la funzionalità epatica.
  • Esami strumentali: servono per studiare l’anatomia e il funzionamento del cuore e dei polmoni. Nello specifico, si possono effettuare elettrocardiogramma, radiografia del torace, ecocardiogramma per visualizzare la struttura del cuore durante l’attività contrattile, mentre il cateterismo cardiaco è utile per valutare la pressione del ventricolo sinistro. 

Come si cura l’edema polmonare negli anziani

L’edema polmonare è una patologia seria, ma la guarigione è possibile se non si sottovalutano i sintomi, si effettua una diagnosi tempestiva e si tratta il problema con una terapia adatta, che viene somministrata in ospedale a causa della serietà di questa condizione. 

Il trattamento consiste nell’affrontare la causa che porta alla comparsa di liquido nei polmoni dell’anziano (ad esempio polmonite, cardiopatie, aritmie), trattandola in modo adeguato. Nel frattempo, sarà indispensabile controllare l’edema polmonare e ridurlo per ripristinare la capacità di respirazione. 

Per intervenire sull’edema solitamente si usano:

  • procedure mediche che supportano la funzionalità respiratoria, ad esempio somministrando l’ossigeno con mascherine su bocca o naso, oppure effettuando la ventilazione meccanica con intubazione tracheale o utilizzando il sistema CPAP, un casco trasparente per fornire ossigeno puro;
  • la somministrazione di farmaci (come diuretici e antipertensivi) per ridurre il carico del sangue sul cuore. Inoltre si possono utilizzare sostanze per diminuire l’affanno respiratorio, farmaci contro le aritmie e tutto ciò che il medico ritiene necessario in base al singolo caso.
  • Nel frattempo, il paziente segue una dieta a ridotto apporto di sali e liquidi per combattere la ritenzione idrica e viene sottoposto a controlli radiografici per monitorare la situazione dei polmoni.

Il versamento pleurico, invece, si affronta nei casi più lievi con ossigenoterapia e farmaci diuretici, mentre per le forme più serie si ricorre alla toracentesi, rimuovendo il liquido con un drenaggio.

Un supporto per l’assistenza ospedaliera

La cura per l’edema polmonare si effettua in ospedale e, nel caso di anziani con patologie croniche, può anche prolungarsi per diverso tempo. Questo può richiedere una particolare assistenza da parte di familiari e caregiver per fornire al malato un sostegno anche emotivo e affettivo.  

Tuttavia, non sempre la famiglia ha la possibilità di seguire costantemente il proprio caro oppure potrebbe non riuscire a essere presente in certi momenti della giornata, ad esempio di notte. Ecco allora che può servire appoggiarsi a un servizio di assistenza preparato e qualificato, come l’assistenza ospedaliera di PrivatAssistenza, che propone diverse attività di supporto al paziente e ai suoi familiari. Garantisce, ad esempio, assistenza diurna e compagnia in ospedale, veglia notturna, aiuto durante il pasto, sostegno nella vestizione e nell’igiene personale. 

PrivatAssistenza risponde 24 ore su 24, 7 giorni su 7, attivando nel più breve tempo possibile, anche in caso di emergenza, servizi personalizzati in base alle varie necessità. Se hai bisogno di supporto o vuoi maggiori informazioni, contatta il centro più vicino.
 

Crediti immagine di copertina: November27/Shutterstock.com

Ultimi articoli del Blog


Auto, barriere architettoniche, bollette: altre agevolazioni fiscali per disabili

Oltre a poter beneficiare di deduzioni, detrazioni e IVA agevolata per le spese sanitarie e per quelle sostenute per sussidi e assistenza, le persone disabili hanno diritto ad altre agevolazioni fiscali che hanno sempre l'obiettivo di favorirne l'integrazione, l'autonomia e la mobilità. Vediamo le principali.


 

Disabili e persone non autosufficienti, le detrazioni Irpef previste

Spese sanitarie, le agevolazioni fiscali per i disabili

Sono diverse le tutele fiscali di cui i disabili, persone non autosufficienti e le loro famiglie possono beneficiare. Tra queste figurano le agevolazioni per le spese sanitarie che – come chiarisce la guida “Le agevolazioni fiscali per le persone con disabilità” dell'Agenzia delle Entrate aggiornata a febbraio 2023 – sono riservate a chi ha ridotte o limitate capacità motorie o difficoltà di deambulazione o di linguaggio, ai soggetti con disabilità psichiche o mentali, con cecità o sordità.

Approfondiamo in questo articolo, quali sono, nell'ambito delle spese sanitarie, le agevolazioni fiscali per i disabili, esaminando in cosa consistonoa chi spettano e quali sono i requisiti per beneficiarne.