Chi è l’OSS: il ruolo e i compiti dell’Operatore Socio-Sanitario

9 febbraio 2022 Salute e prevenzione
chi è l'oss

L’Operatore Socio-Sanitario (abbreviato in “OSS”) è una figura professionale molto richiesta all’interno di strutture pubbliche e private, o per servizi a domicilio, per l’assistenza a persone non autosufficienti, anziane o malate che necessitano di cure e supporto nello svolgimento delle attività quotidiane. 

Il suo ruolo si svolge in ambito socio-sanitario e prevede principalmente mansioni di tipo assistenziale (vestizione, deambulazione, somministrazione pasti, cura dell’igiene personale) e di supporto alle attività sanitarie e tecnico-infermieristiche, come il controllo della corretta assunzione di farmaci e la sanificazione degli ambienti.

In questo articolo vedremo, nel dettaglio, chi è l’OSS, qual è il percorso di studi che ha intrapreso, quali sono i suoi compiti, cosa lo differenzia da altre figure come infermieri, Operatori Socio-Assistenziali (OSA) e badanti, e come si possono richiedere le sue prestazioni a domicilio, qualora un familiare non autosufficiente avesse bisogno di un aiuto concreto e continuativo.  

OSS: chi è e quando è nata questa figura

La figura dell’Operatore Socio-Sanitario è stata istituita dall’Accordo Stato-Regioni del 22 febbraio 2001, un decreto che ha unificato le precedenti professionalità ausiliarie che operavano in ambito socio-sanitario. 

La definizione introdotta dal legislatore stabilisce, all’Art. 1 del decreto del 2001, che l’attività di questo operatore è finalizzata a:

  • soddisfare i bisogni primari della persona, nell'ambito delle proprie aree di competenza, in un contesto sia sociale che sanitario”;
  • favorire il benessere e l'autonomia dell'utente.

Dopo aver precisato, all’Art. 2, che la sua formazioneè di competenza delle regioni e province autonome, che provvedono alla organizzazione dei corsi e delle relative attività didattiche”, l’Art. 3 ne delimita i contesti operativi, stabilendo che questa figura “svolge la sua attività sia nel settore sociale che in quello sanitario, in servizi di tipo socio-assistenziale e socio-sanitario, residenziali o semiresidenziali, in ambiente ospedaliero e al domicilio dell'utente”.

L’Accordo Stato-Regioni precisa anche che l’OSS lavora in collaborazione con gli altri professionisti specializzati nell’assistenza sanitaria e sociale, secondo il criterio del lavoro multiprofessionale. 

Quali sono i compiti dell’OSS?

Il ruolo dell’OSS, quindi, è orientato in particolare verso: 

  • anziani malati o fragili; 
  • disabili; 
  • pazienti ricoverati in ospedale, che si trovano in casa di cura o casa di riposo;
  • individui con problemi psichiatrici; 
  • famiglie e minori in condizioni di forte disagio. 

Questa figura ha competenze di tipo tecnico-assistenziale e deve saper lavorare in equipe, insieme a infermieri, medici, educatori, fisioterapisti e altri professionisti. Tuttavia non può, in nessun caso, effettuare azioni di competenza medico-infermieristica.

Le attività dell’Operatore Socio-Sanitariosono sintetizzate nell’Art. 5 dell’Accordo Stato-Regioni del 2001 e fanno riferimento a tre ambiti:

  • l’assistenza diretta e aiuto domestico alberghiero; 
  • l’intervento igienico sanitario e di carattere sociale;
  • il supporto gestionale, organizzativo e formativo.

Entrando più nello specifico delle mansioni dell’OSS, tra i principali compiti citiamo:

  • assistere le persone, in particolare quelle non autosufficienti, nelle attività quotidiane (come vestizione e somministrazione pasti) e di igiene personale;
  • svolgere attività semplici di supporto diagnostico;
  • collaborare con il personale sanitario per l’assistenza al paziente;
  • in sostituzione o appoggio dei familiari, e su indicazione del personale preposto, aiutare la persona nella corretta assunzione dei farmaci prescritti (non si parla di “somministrazione”, che è prerogativa dell’infermiere);
  • curare la pulizia e l’igiene dell’ambiente sanitario;
  • sanificare il letto, il comodino e gli altri mobili, se richiesto;
  • sterilizzare i dispositivi medici;
  • smaltire i rifiuti sanitari, utilizzando i dispositivi di protezione individuale e secondo i protocolli previsti dalla struttura in cui opera;
  • accompagnare la persona durante l’accesso ai servizi socio-sanitari (visite in reparto, esami in laboratorio).
  • aiutare l’assistito nella deambulazione, nell’uso adeguato dei presidi, degli ausili e delle attrezzature sanitarie (stampelle, tripodi, quadripodi, deambulatori, carrozzine, eccetera) e nell’apprendimento delle posture corrette;
  • organizzare attività di animazione e socializzazione di singoli e gruppi, per mantenere vive le capacità sensoriali, la curiosità, le funzioni cognitive e contribuire, anche in questo modo, al benessere psicofisico della persona. 

La capacità di instaurare una forte empatia, inoltre, rappresenta una qualità molto importante per l’OSS – e per questo rientra tra le prerogative maggiormente richieste dalle famiglie e dalle strutture – in quanto il rapporto con il paziente potrebbe non essere semplice, inizialmente, a causa delle condizioni psicofisiche della persona da assistere, di cui va compreso e rispettato il disagio. 

Il percorso formativo degli OSS

La formazione degli OSS è competenza delle Regioni e delle Province autonome e viene erogata dagli Enti accreditati dalle stesse. La qualifica si ottiene al termine di un percorso di studi dalla frequenza obbligatoria della durata di 1000 ore (circa 12-14 mesi, non oltre i 18), solitamente così distribuite:

  • 450 ore di teoria;
  • 100 ore di esercitazioni pratiche;
  • 450 ore di tirocinio.

Gli argomenti trattati nei corsi riguardano 4 materie:

  • l’area socio-culturale;
  • l’area psicologico-sociale;
  • l’area igienico-sanitaria;
  • l’area tecnico-operativa

Per le persone già in possesso di conoscenze o capacità attinenti alla qualifica di OSS, maturate mediante esperienza lavorativa nei servizi socio-sanitari e sanitari, sono invece previsti corsi di 300 ore (di cui il 20-40% in stage). 

Al termine del corso (sia quello di 1000 sia quello di 300 ore) è previsto un esame per il rilascio del certificato di qualifica professionale di Operatore Socio-Sanitario, nel rispetto degli standard nazionali e regionali.

L’OSS con formazione complementare in assistenza sanitaria (OSSS)

Per migliorare la gestione dell’assistenza e integrare le competenze dell’OSS con mansioni di tipo infermieristico, il successivo accordo Stato-Regioni del 16 gennaio 2003 ha introdotto la formazione complementare in assistenza sanitaria dell’Operatore Socio-Sanitario. In questo modo, l’OSSS (Operatore Socio-Sanitario Specializzato), oltre a svolgere tutte le attività dell’OSS precedentemente citate, può collaborare attivamente con l’infermiere (e/o l’ostetrica) nello svolgimento di alcune manovre di tipo infermieristico in base all'organizzazione dell'unità in cui lavora, sotto la supervisione e secondo le istruzioni ricevute dall’infermiere stesso. 

Non si tratta di una nuova figura, dunque, ma di una specializzazione in area sanitaria dell’OSS. Il modulo di formazione complementare per l’assistenza sanitaria non deve essere inferiore a 300 ore (di cui la metà di tirocinio) e l’accesso al percorso è riservato agli operatori già in possesso dell’attestato di qualifica di Operatore Socio-Sanitario.

Le principali mansioni di competenza dell’OSSS indicate dalla legge si aggiungono a quelle stabilite dall’Accordo Stato-Regioni del 2001 e sono: 

  • la somministrazione della terapia prescritta per via naturale (come ad esempio per bocca), conformemente alle direttive del responsabile dell’assistenza infermieristica od ostetrica o sotto la sua supervisione;
  • la terapia intramuscolare e sottocutanea,sempre secondo le indicazioni dell’infermiere (od ostetrica) e sotto la sua supervisione;
  • le medicazioni semplici e i bendaggi;
  • alcune manovre invasive come i clisteri;
  • la mobilizzazione dei pazienti non autosufficienti per la prevenzione di lesioni da decubito e alterazioni cutanee;
  • la respirazione artificiale, il massaggio cardiaco esterno, quali manovre di primo soccorso, secondo il protocollo BLS (Basic Life Support).

La differenza tra OSS, OSA, infermiere e badante

Dopo aver visto chi è l’OSS, quali sono le sue mansioni e qual è il percorso formativo che deve svolgere per ottenere la qualifica, cerchiamo di distinguerlo da alcune figure con cui spesso viene confuso: l’OSA, la badante e l’infermiere.

Le differenze tra OSS e OSA

Diversamente dall’OSS, l’Operatore Socio-Assistenziale (OSA) ha competenze di tipo prettamente sociale, istituzionale e relazionale, ma non sanitarie. L’OSA, pertanto, non può in alcun modo svolgere mansioni di tipo infermieristico, mentre può accudire l’assistito per le necessità fisiologiche, quali igiene, alimentazione, postura e deambulazione.

Si occupa dunque di persone disabili, che necessitano di sorveglianza e supporto nello svolgimento delle attività quotidiane, con l’obiettivo di garantire il loro benessere, migliorarne le condizioni di vita e contenere il rischio di isolamento, favorendo quindi le occasioni di incontro e i momenti di socialità con amici e familiari.

Le principali mansioni dell’OSA sono:

  • assistere la persona nella cura dell’igiene personale;
  • mettere in atto le tecniche per una corretta postura e aiutare l’assistito ad alzarsi dal letto;
  • preparare i pasti e supportare il paziente nella nutrizione;
  • sorvegliare l’assistito, comprenderne i bisogni e sostenerlo nelle attività quotidiane;
  • riordinare, pulire, disinfettare gli ambienti utilizzati della casa (o della struttura in cui la persona è ospitata);
  • promuovere attività di supporto sociale e di relazione per evitare l’isolamento, come accompagnamento a passeggio o nei luoghi cari, ricevere amici e familiari a casa;
  • portare il disabile a visite mediche o accompagnarlo durante lo svolgimento di commissioni;
  • collaborare con altre figure sanitarie, le badanti e gli stessi familiari per il corretto svolgimento del piano assistenziale. 

Risulta quindi evidente, dal mansionario sopra elencato, come la prerogativa dell’OSA sia rivolta alle relazioni e alla socialità; questa figura, pertanto, deve conoscere bene l’ambiente in cui opera e la rete dei servizi territoriali per contribuire a migliorare il benessere della persona assistita.  

Il corso di formazione per diventare Operatori Socio-Assistenziali (circa 9-10 mesi) prevede una parte teorica e un tirocinio presso strutture accreditate. Al termine del corso viene rilasciato un attestato di qualifica

L’OSA può lavorare in contesti ospedalieri – pubblici o privati – in strutture che erogano servizi di tipo socio-assistenziale, ma anche a domicilio, solitamente in collaborazione con altre figure professionali competenti in materie sanitarie e infermieristiche.

Le differenze tra OSS e infermiere

All’interno dei servizi socio-ospedalieri e assistenziali, la differenza tra OSS e infermiere è sostanziale, in quanto riguarda gli ambiti di competenza e, naturalmente, il percorso di studi necessario per queste due professioni. 

Per diventare infermiere, nello specifico, occorre conseguire la Laurea in Infermieristica,della durata di 3 anni,superare l’Esame di Stato e iscriversi all’albo professionale

Per quanto riguarda il suo ruolo, l’infermiere è il professionista specializzato nell’assistenza ai malati e resta la figura di riferimento per tutte le attività sanitarie e infermieristiche legate al paziente, per la cura e la gestione della malattia. 

L’OSS, invece, ha una funzione di supporto tecnica e ausiliaria: in altre parole, l’Operatore Socio-Sanitario affianca l’attività infermieristica (assistenza al malato, primo soccorso, rilevazioni di alcuni parametri vitali), ma non può praticare iniezioni (iniezioni di insulina, sottocutanee, intramuscolari, eccetera), terapie endovenose, ossigenoterapia e ogni altra procedura di competenza esclusiva dell’infermiere. La relazione tra queste due figure, in particolare, si evince dal DM 739/94, che disciplina la professione infermieristica. Al comma 3, infatti,si legge che l’infermiere “per l'espletamento delle funzioni si avvale, ove necessario, dell'opera di personale di supporto”. Questo passaggio sancisce la gerarchia fra infermiere e OSS (è il primo ad avvalersi dell’aiuto del secondo e non viceversa) e l’autonomia decisionale dell’infermiere rispetto alla scelta di chiedere la collaborazione o meno di personale ausiliario. 

Tornando alla sua formazione, dopo la laurea di primo livello l’infermiere può proseguire gli studi e migliorare le proprie conoscenze frequentando un master e specializzarsi, così, in altre aree (ad esempio geriatria, pediatria, sanità pubblica, sala operatoria). Può inoltre iscriversi al corso di laurea magistrale in Scienze infermieristiche e ostetriche e al dottorato di ricerca per ricoprire ruoli di coordinamento, direzione, ricerca e docenza, ad esempio. 

Le differenze tra OSS e badante

La figura della badante non va confusa con quella dell’OSS (o dell’OSA), sebbene anche questa ricopra un ruolo delicato e molto importante per aiutare le persone non autosufficienti, sia presso le strutture ospedaliere (pubbliche e private) sia a domicilio. 

La badante, innanzitutto, non è una professione sanitaria e non è tenuta a presentare alcun attestato professionale o qualifica specifica. I suoi compiti principali, infatti, riguardano l’assistenza, la vigilanza e il supporto ad anziani e malati, senza dover avere competenze sanitarie. 

Le sue mansioni principali sono:

  • preparare i pasti;
  • aiutare la persona ad alimentarsi, vestirsi e a occuparsi dell’igiene personale;
  • tenere compagnia all’assistito, conversare, favorire la socialità;
  • accompagnare la persona a visite e appuntamenti per le pratiche burocratiche;
  • mantenere la casa pulita e in ordine;
  • ricordare all’assistito di seguire le terapie, nei modi e nei tempi prescritti dal medico;
  • monitorare la persona, in casa e fuori, per evitare il rischio di cadute e altri incidenti o pericoli. 

Questo non esclude che una badante possa avere la qualifica di OSS. In tal caso, chiaramente, sarà autorizzata a svolgere le mansioni dell’Operatore Socio-Sanitario. 

Molte badanti, inoltre, sono disposte a trasferirsi presso il domicilio dell’anziano per assicurare compagnia e monitoraggio quotidiano. 

Trattandosi di un compito totalizzante e delicato, che va svolto da professioniste serie, è consigliabile avvalersi di un supporto per individuare la badante giusta

Dove lavora l'OSS: ospedali, strutture private o a domicilio 

L’Operatore Socio-Sanitario è un profilo molto richiesto e può essere impiegato sia in ambito pubblico che privato.

Può lavorare negli ospedali o in altri enti pubblici che erogano servizi socio-sanitari – e in tal caso è necessario superare un concorso – ma anche presso cooperative sociali, onlus o altri soggetti privati come strutture sanitarie, socio sanitarie o sociali, case di riposo e RSA

Inoltre, l’OSS è una figura che può essere impiegata anche per assistenza domiciliare per aiutare una persona malata, anziana o non autosufficiente. In questo modo i bisogni primari dell’assistito saranno garantiti all’interno di un ambiente a lui familiare per favorire il benessere psico-fisico e, al tempo stesso, assicurare un monitoraggio regolare e una vigilanza continua.   

Il servizio di OSS a domicilio di Privatassistenza

Come abbiamo appena detto, l’OSS può operare anche a domicilio, in tutte quelle situazioni in cui una persona abbia necessità di essere assistita quotidianamente da parte di una figura qualificata. In tutti questi casi, per la famiglia è fondamentale poter contare su professionisti riconosciuti e sulla continuità del servizio erogato. Proprio per questo, è possibile affidarsi a una realtà come PrivatAssistenza, che garantisce assistenza a domicilio continuativa da parte di operatori esperti. 

Fra i servizi erogati da Privatassistenza – che conta più di 25 anni di esperienza e oltre 200 centri distribuiti in tutto il Paese – ricordiamo: 

  • il servizio badante, per sostenere l’anziano quotidianamente e monitorarlo con costanza e professionalità;
  • la fisioterapia domiciliare, indispensabile per la riabilitazione dopo una frattura o un intervento operatorio, ad esempio; 
  • i servizi infermieristici utili per ogni necessità di assistenza sanitaria. 

Se desideri conoscere tutti i servizi di PrivatAssistenza o richiedere un intervento personalizzato in base alle tue esigenze contatta il centro più vicino a te.

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