Caldo e pressione bassa: consigli per affrontare bene l’estate

11 luglio 2022 Salute e prevenzione
caldo e pressione bassa

Sensazione di gambe “molli”, stanchezza, difficoltà di concentrazione sono disturbi tipici dell’estate, quando le temperature iniziano a salire. L’organismo, infatti, mette in atto una serie di meccanismi per disperdere il calore in eccesso all’interno del corpo: una delle conseguenze è il calo della pressione arteriosa, a cui seguono debolezza e senso di malessere. Non è una condizione seria come quella opposta, ossia l’ipertensione arteriosa, responsabile di ictus e di altri disturbi cardiovascolari; può però esporre a svenimento, particolarmente pericoloso soprattutto per gli anziani. 

Vediamo dunque come affrontare, nei mesi estivi, il problema di caldo e pressione bassa attraverso consigli e accortezze mirate.

Pressione bassa: cosa significa e come si manifesta 

Prima di passare alle indicazioni per gestire al meglio la pressione bassa con il caldo, capiamo qualcosa di più su questa condizione. Innanzitutto, la pressione arteriosa è la forza che il sangue esercita scorrendo all’interno delle arterie e si misura in millimetri di mercurio (mmHg) con due valori di riferimento: la massima (pressione sistolica) e la minima (pressione diastolica). 

I valori ottimali della pressione arteriosa, come spiega l’Istituto Superiore di Sanità, sono  inferiori a 120 mmHg di massima e inferiori a 80 mmHg di minima. Quando i valori della massima sono inferiori a 90 e quelli della minima inferiori a 60 mmHg a riposo, si parla di pressione bassa o ipotensione

L’ipotensione cronica o essenziale è quella che si aggira sempre su questi valori, anche lontano dai mesi caldi. Quando tende ad abbassarsi, ad esempio per il caldo estivo, si parla invece di pressione bassa periodica. L’abbassamento di pressione può essere legato anche a movimenti improvvisi, come alzarsi dalla posizione seduta o sdraiata (ipotensione ortostatica), o ancora, come vedremo più avanti, essere causata da patologie preesistenti o dall’assunzione di determinate sostanze. 

I sintomi della pressione bassa 

Il calo dei valori pressori rappresenta spesso una fonte di disagio. Le persone con valori già tendenzialmente bassi (come succede a volte alle persone anziane) possono avvertire un vero e proprio malessere, in questi casi, perché la pressione tende a scendere ancora di più, mentre chi ha valori normali può incorrere in stanchezza e debolezza perché la pressione, da ottimale, si abbassa. Nelle persone ipertese, invece, con il caldo i valori spesso si assestano su parametri più corretti, tant’è vero che il medico curante potrebbe valutare se ridurre la dose dei farmaci antipertensivi. 

La pressione bassa solitamente non costituisce un reale pericolo per la salute, può però causare disturbi di vario tipo. Il sangue, scorrendo nelle arterie, esercita infatti una spinta troppo debole sulle pareti dei vasi. Di conseguenza, l’ossigeno e i nutrienti hanno più difficoltà a raggiungere organi e tessuti, soprattutto quelli periferici. Al cervello, per esempio, arriva meno sangue, che deve risalire affrontando la forza di gravità. 

Possono quindi comparire alcuni sintomi tipici della pressione bassa come:

  • stanchezza;
  • debolezza;
  • difficoltà di concentrazione;
  • calo di memoria;
  • vertigini
  • vista offuscata, soprattutto quando ci si alza in piedi;
  • nausea;
  • svenimento.

Quali rischi si corrono a causa della pressione bassa?

La pressione bassa comporta disagio e costituisce una limitazione, perché chi ne soffre può iniziare a ridurre gli spostamenti nel timore di perdere i sensi, ad esempio su un mezzo pubblico o in un luogo aperto e assolato. È un problema soprattutto per gli anziani soli, che devono fare la spesa o recarsi all’ufficio postale e non sanno come organizzarsi per evitare le possibili conseguenze dell’ipotensione in estate. 

Uno svenimento, infatti, può esporre una persona di una certa età a una frattura del femore, del polso o dell’anca, eventi che comportano serie conseguenze legate alla necessità di riabilitazione e al recupero dell’autonomia. Inoltre, se si perdono i sensi mentre si è da soli, e si cade, si rischia di sbattere la testa o il viso, procurandosi traumi. 

Anche senza giungere alle conseguenze più pericolose, comunque, la pressione bassa è una condizione spiacevole. Causa infatti stanchezza, debolezza, mancanza di concentrazione che spesso inducono a noia, pigrizia e sedentarietà, situazioni non ideali per il benessere degli anziani.  

Oltre alle circostanze descritte, la pressione bassa può provocare anche malesseri più seri, per esempio:

  • pelle fredda, pallida, umida;
  • respiro breve e affrettato;
  • polso debole;
  • confusione mentale.

Se si notano questi sintomi è opportuno rivolgersi a un medico, che potrà eseguire alcuni accertamenti, tra i quali la misurazione della pressione arteriosa per capire se i valori sono alterati. Come vedremo, la pressione troppo bassa talvolta può indicare anche la presenza di un problema al cuore oppure di diabete.

Le cause della pressione bassa

La pressione bassa può essere legata a diversi fattori, come età e sesso. Spesso le donne in età fertile hanno la pressione bassa, così come le gestanti, a causa degli estrogeni che dilatano i vasi sanguigni e che rallentano il battito cardiaco. 

Inoltre alcune situazioni, condizioni di salute, così come l’assunzione di determinati farmaci possono favorirne la comparsa; anche la temperatura esterna incide: come detto, infatti, tra caldo e pressione bassa c’è un’importante correlazione. 

Vediamo più nel dettaglio i principali elementi che influiscono su questo problema.

Caldo e pressione bassa

Un fattore responsabile del calo di pressione arteriosa è il clima caldo e umido. Quando la temperatura esterna è elevata, infatti, l’organismo deve disperdere il calore in eccesso per mantenersi sui 37 gradi circa: alcuni mediatori chimici quindi si attivano e causano vasodilatazione, vale a dire un aumento del diametro dei vasi sanguigni, per disperdere il calore presente nel sangue stesso. 

Si rischia dunque di avvertire i malesseri legati all’ipotensione e persino di avere uno svenimento, soprattutto se si sta a lungo in posizione eretta, condizione che non favorisce la buona irrorazione sanguigna del cervello. Lo svenimento può verificarsi anche quando il capo resta a lungo esposto al sole senza protezione: in questo caso, per disperdere il calore eccessivo i vasi sanguigni si dilatano al massimo, al punto che il sangue non riesce più a irrorare a sufficienza la zona del capo, causando una momentanea perdita di sensi.

Alimentazione scorretta

Se si segue un regime alimentare scorretto, privo di alcune sostanze essenziali, si può essere più soggetti a pressione bassa. Chi assume poca vitamina B12 e acido folico, in particolare, può avere questo problema. La vitamina B12, presente soprattutto negli alimenti di origine animale come carne, uova, pesce, aiuta a utilizzare le energie introdotte con i cibi. L’acido folico, invece, collabora alla formazione dei globuli rossi del sangue, ed è presente nelle verdure a foglia verde. 

Anche una dieta povera di zuccheri (per esempio nel caso di una dieta fai da te finalizzata a perdere peso) può causare problemi di pressione bassa. Gli zuccheri sono fonte di energia per l’organismo e per il cervello: se assunti in quantità insufficiente, dunque, anche la pressione può risentirne. Come vedremo, per evitare abbassamenti di pressione e mantenere sano l’organismo, è essenziale che in particolar modo gli anziani seguano un’alimentazione corretta in estate

Assunzione di pochi liquidi

Bere poco, soprattutto con caldo e afa, significa rischiare la disidratazione. Con questo termine si intende una condizione per cui l’organismo perde più liquidi di quelli che assume. Può succedere quando non si beve a sufficienza, come capita a volte negli anziani, che tendono ad avvertire lo stimolo della sete in modo meno intenso. È possibile essere disidratati anche quando si suda troppo a causa del clima caldo e umido, oppure in seguito a un’attività fisica intensa. Questo rischio può comparire anche quando si sta poco bene a causa di febbre o dissenteria.

La disidratazione causa pressione bassa perché, se nel corpo non ci sono abbastanza liquidi, il volume del sangue diminuisce. Di conseguenza, esercita una spinta inferiore sulle pareti dei vasi sanguigni.

Alcune malattie

Possono essere inoltre responsabili di pressione bassa patologie a carico di vari organi. Gli anziani tendono a essere soggetti a questi disturbi e quindi rischiano di incorrere in ipotensione, che il caldo estivo può ulteriormente accentuare.

Causano questo problema, ad esempio, alcune malattie del cuore, sia acute che croniche, come l’infarto, l’insufficienza cardiaca, i problemi alle valvole cardiache e la bradicardia, ossia il ritmo dei battiti rallentato.

Possono essere responsabili di bassa pressione problemi alle ghiandole endocrine come la tiroide, le paratiroidi, le surrenali. Anche il diabete, talvolta, può causare tale condizione, così come una abbondante perdita di sangue, conseguente per esempio a una ferita seria, oppure a un’emorragia interna.

Infine, le reazioni allergiche gravi, come lo shock anafilattico, si accompagnano a calo di pressione, oltre che a sintomi come difficoltà respiratoria, prurito e gonfiore. 

Assunzione di farmaci

Esistono alcuni medicinali che possono abbassare la pressione, anche se il loro obiettivo non è sempre la cura dell’ipertensione arteriosa, ma il trattamento di altre patologie. Le persone che li assumono, delle quali fanno parte molti anziani, devono esserne consapevoli.

Rientrano in questa categoria, per esempio, gli antidepressivi triciclici a base di imipramina e doxepina, i farmaci per la cura del Parkinson, come quelli che contengono levodopa o il pramipexolo, farmaci per la disfunzione erettile che contengono sildenafil e tadalafil.

Anche i medicinali per i problemi di cuore e l’ipertensione arteriosa causano un calo di pressione: ne sono esempi gli alfa e beta-bloccanti e i diuretici. Per questo motivo, se si assumono questi farmaci per curare alcune patologie, è opportuno chiedere al medico se possano comparire disturbi o effetti secondari: sarà lui a suggerire come comportarsi in questi casi.

Caldo e pressione bassa: alcuni consigli per far fronte al problema 

Alleviare i problemi legati a caldo e pressione bassa è possibile, al fine di evitare conseguenze serie come lo svenimento e la caduta. Posto che uno stile di vita attento aiuta a mantenere stabile la pressione anche quando la temperatura esterna è elevata, se l’ipotensione è legata a un disturbo di salute è fondamentale curare il problema sottostante. Se invece è l’assunzione di un farmaco a determinare il calo pressorio il medico curante potrà fornire indicazioni mirate sulla terapia da seguire.

Fatte queste dovute premesse, ecco alcune indicazioni legate alla nutrizione per far fronte all’ipotensione in estate: 

  • Seguire una corretta alimentazione è essenziale per prevenire i cali di pressione. I carboidrati complessi (pasta, pane, riso), in particolare, forniscono energia a lento rilascio, quindi anche alcune ore dopo il pasto mettono al riparo dal rischio di ipoglicemia e calo di pressione. Non devono mancare frutta fresca e secca, ortaggi, legumi e cereali integrali, ricchi di potassio e di magnesio che regolano i valori pressori e che migliorano la funzionalità nervosa e muscolare.
  • Cercare di ridurre il sale. È vero che un po’ di sodio alza la pressione, ma se in eccesso causa aterosclerosi, ritenzione idrica e gonfiore. In caso di disturbi ai reni, inoltre, il sale può sovraccaricarli.
  • Assicurarsi un adeguato apporto di proteine, presenti in pesce, carne, formaggi magri, uova, legumi e anche nei cereali. Le proteine sono importanti per combattere stanchezza e debolezza.
  • Bere molto. L’acqua naturale fresca è sempre la migliore bevanda e può essere resa più gradevole con un cubetto di ghiaccio, una fetta di limone, di pompelmo, o due foglie di menta. Vanno bene anche spremute di agrumi freschi, tè deteinato con poco zucchero, centrifugati di verdure. Meglio evitare le bevande dolci e frizzanti e, soprattutto, l’alcol. 

Comportamenti che proteggono dal calo di pressione 

Alcuni accorgimenti possono inoltre aiutare a evitare un calo improvviso di pressione, che può verificarsi nei momenti più caldi e in alcune specifiche posizioni. Vediamo quali consigli seguire:

  • Alzarsi lentamente nel passaggio dalla posizione seduta o sdraiata a quella eretta: mettersi in piedi troppo in fretta espone al calo di pressione ortostatica, legata appunto al cambio di posizione.
  • Evitare di dormire in posizione completamente orizzontale. Meglio invece sollevare di 10-20 centimetri la testiera del letto utilizzando dei cuscini.
  • Non chinarsi e rialzarsi improvvisamente. In generale, è meglio compiere i movimenti con più calma del solito.
  • Non restare seduti o in piedi per lungo tempo, ma cercare di cambiare posizione di tanto in tanto.
  • Uscire di casa nelle ore più fresche, quindi al mattino presto o al tramonto, percorrendo tragitti il più possibile ombrosi e portando sempre con sé una bottiglietta o una borraccia con acqua fresca.
  • Evitare di sostare a lungo in piedi, soprattutto al sole, e mettersi a sedere in un punto ombroso e ventilato.
  • Indossare abiti larghi, in tessuto naturale e di colore chiaro per lasciare traspirare la pelle. In testa, invece, è consigliabile portare un cappello a tesa ampia o con visiera.
  • Portare con sé un erogatore spray con acqua fresca per bagnarsi le caviglie, le gambe e i polsi: serve a rinfrescare il corpo e a prevenire i cali di pressione.
  • Sollevare le gambe quando si è in posizione seduta.
  • Concedersi un pediluvio fresco con sale grosso al mattino e alla sera. 

Come gestire i cali di pressione improvvisi

In caso di malessere o svenimento dovuti a un calo di pressione è bene condurre la persona all’ombra e aiutarla a stendersi, liberandola da abiti o accessori troppo stretti come cinture o cravatte. È importante accertarsi che non porti protesi dentali che possono aver ostruito il cavo orale, impedendole di respirare.

A questo punto è necessario bagnarle la fronte con un panno fresco e alzarle le gambe per favorire il ritorno del sangue al cuore. Quando ha ripreso conoscenza possiamo offrirle da bere liquidi freschi, non ghiacciati, a piccoli sorsi.

È fondamentale convincerla a non alzarsi subito ma a restare sdraiata, passando poi con cautela alla posizione seduta. La persona non va lasciata sola, ma è bene offrirsi di accompagnarla a casa o contattare un parente, soprattutto se è avanti con gli anni. 

È inoltre importante avvisare il medico, in particolare se lo svenuto è un anziano, se la perdita di sensi è accompagnata da dolore al petto, al braccio, mal di testa o se non c’è una causa che possa spiegare lo svenimento. 

L’importanza di proteggere gli anziani dal calo di pressione in estate

Con il passare del tempo si sommano  tante condizioni che possono predisporre al calo di pressione: gli anziani bevono poco, rischiando la disidratazione, assumono farmaci, che possono abbassare i valori pressori, e se vivono da soli possono avere difficoltà a preparare pasti equilibrati, ricchi degli alimenti che, con il caldo, assicurano idratazione e nutrienti adatti. Talvolta, inoltre, per fare la spesa sono costretti a lunghi tragitti sotto il sole, con il rischio di malessere e svenimento. Per questo, seguirli e supportarli in questa stagione è un atto di amore e di attenzione imprescindibile.

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Il tuo caro potrà contare su una figura con esperienza professionale e umana, in grado di suggerirgli i comportamenti quotidiani più sicuri quando fa caldo. Inoltre, l’operatore potrà fare la spesa al posto dell’anziano, recarsi dal medico o in farmacia oppure accompagnarlo durante le commissioni nelle ore più fresche della giornata. 

I professionisti PrivatAssistenza sanno anche monitorare la pressione negli orari e nel modo corretto, se necessario informando il medico curante e i parenti dei valori, qualora risultassero alterati. Possono aiutare l’assistito ad assumere correttamente le terapie, preparare pasti equilibrati e supportarlo nelle pratiche di igiene quotidiana. Si accertano, inoltre, che assuma regolarmente liquidi e, in caso di malessere, sanno adottare il comportamento più corretto e avvertire chi di dovere.

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