Investire nell'assistenza psicologica a domicilio per anziani con demenza: tutti i vantaggi

24 giugno 2022 Salute e prevenzione
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L'assistenza psicologica domiciliare per gli anziani con demenza punta a fornire sostegno ai malati e ai caregiver familiari nella serenità del loro ambiente domestico.

In Italia, la diffusione delle patologie neurodegenerative è un problema molto rilevante che si ripercuote in negativo non solo su chi ne soffre ma anche sulle famiglie.

La terapia psicologica a domicilio aiuta i malati attraverso la stimolazione cognitiva, che contribuisce a rallentare il progressivo decadimento causato dalla demenza, e dà supporto ai caregiver familiari, sempre più gravati dal peso organizzativo, mentale ed emotivo del lavoro di cura.

Si tratta quindi di un servizio interessante e dalle grandi potenzialità per chi vuole investire nell'assistenza domiciliare.

In questo articolo approfondiremo le opportunità per un imprenditore che decide di puntare su un settore simile, illustrando i benefici dell'assistenza psicologica a domicilio e le problematiche per cui può essere utile richiedere un supporto del genere. Racconteremo inoltre l'esperienza di chi ha già investito in questo servizio per spiegare in concreto i vantaggi che offre.

Demenza: una patologia che grava su malati e famiglie

In Italia, secondo i dati Istat, circa 600 mila persone tra gli over 65 che vivono in famiglia soffrono di demenza senile e Alzheimer: complessivamente, il 4,2% degli anziani. La diffusione è maggiore tra le donne e l'incidenza aumenta con l'avanzare dell'età, arrivando addirittura a triplicare nella popolazione femminile dopo gli 85 anni.

Le conseguenze di queste patologie neurodegenerative sono devastanti. Il progressivo deterioramento delle funzioni cognitive, infatti, causa disabilità e dipendenza in chi ne è colpito, rendendo impossibile svolgere le normali attività quotidiane senza un aiuto esterno.

Diventa quindi fondamentale la presenza del caregiver familiare, una figura preziosa che si prende cura del malato, fornendo supporto sia pratico che emotivo: lo aiuta nelle necessità di ogni giorno e vigila sulla sua sicurezza, aspetto molto importante in presenza di patologie, come quelle neurodegenerative, per cui è necessaria una sorveglianza costante.

In Italia, secondo l’indagine Istat Condizioni di salute e ricorso ai servizi sanitari in Italia e nell’Unione Europea del 2019, sono circa 7 milioni le persone che si occupano di un familiare malato, invalido o non autosufficiente. 

Le ricadute dell'impegno assistenziale sul benessere psicofisico dei caregiver sono molto pesanti, ancora di più in presenza di patologie degenerative sempre più invalidanti come le demenze. Una realtà messa in luce da un'indagine Censis-Aima sui malati di Alzheimer (ultimo aggiornamento: anno 2016). Secondo lo studio, i caregiver dedicano mediamente 4,4 ore al giorno all'assistenza diretta e 10,8 ore alla sorveglianza, con conseguenze importanti sulla loro salute, sia fisica che psicologica, specie tra le donne: l’80,3% di loro accusa stanchezza, il 63,2% non dorme a sufficienza, il 26,1% si ammala spesso, il 45,3% soffre di depressione.

Il ruolo dello psicologo nella cura del paziente con demenza e nel supporto ai caregiver familiari

In presenza di una patologia neurodegenerativa dall'impatto così gravoso, come la demenza, la terapia psicologica rappresenta una risorsa essenziale, sia per rallentare il declino cognitivo nei pazienti sia per affiancare i caregiver nel loro difficile impegno di cura. Approfondiamo questi benefici per i malati e per le loro famiglie.

La stimolazione cognitiva per contrastare il declino nei malati

Un primo ambito di intervento riguarda la terapia di stimolazione cognitiva (CST – Cognitive Stimulation Therapy). È ampiamente riconosciuto che questo trattamento non farmacologico possa contribuire al mantenimento delle capacità cognitive nelle persone con malattie neurodegenerative.

In letteratura sono molti gli studi che suggeriscono che questo tipo di intervento possa rivelarsi efficace nel rallentare il deterioramento cognitivo e la perdita delle abilità residue, con effetti paragonabili alla terapia farmacologica. I benefici riguardano, in particolare, le persone con demenza di grado da lieve a moderato, come sottolineano le Linee guida per la diagnosi, il trattamento e il supporto dei pazienti affetti da demenza, elaborate dal GIMBE sulla base delle raccomandazioni più recenti del National Institute for Health and Care Excellence (NICE).

Ma in cosa consiste e come si svolge la terapia di stimolazione cognitiva, o training cognitivo? Il primo passo è una valutazione psicologica, cioè un esame specialistico che serve a valutare l'efficienza cognitiva del malato e a strutturare un piano individuale, ovvero un programma riabilitativo personalizzato calibrato sulle sue esigenze.

Successivamente, il paziente viene coinvolto in una serie di compiti studiati per sollecitare le funzioni cognitive che la malattia tende progressivamente a compromettere. Tra queste:

  • memoria;
  • attenzione;
  • linguaggio;
  • ragionamento;
  • funzioni visuo-spaziali;
  • funzioni esecutive.

Gli esercizi proposti possono essere di vario tipo: giochi, attività manuali e creative, lettura di libri e giornali, riconoscimento di oggetti, parole, persone, luoghi di vita per contrastare la perdita di memoria autobiografica causata dalla demenza.

Il supporto psicologico per alleviare lo stress del caregiver

La terapia psicologica si rivela utile anche come intervento di supporto ai caregiver familiari. La cura quotidiana di un malato, infatti, è un impegno gravoso e sempre più totalizzante, soprattutto in presenza di una patologia neurodegenerativa che progressivamente priva chi ne soffre della capacità di condurre una vita autonoma, causando spesso anche disturbi dell'umore e comportamentali.

Questo carico di responsabilità, che spesso i caregiver portano sulle proprie spalle senza alcun aiuto esterno o possibilità di delega, si ripercuote in modo pesante sul loro equilibrio psicofisico, provocando ansia, depressione, stress, insonnia, senso di impotenza, ma anche difficoltà a organizzare le esigenze di cura sempre più pressanti e a conciliarle con i propri impegni di vita.

Una vera e propria sindrome che porta a sentirsi sopraffatti dal proprio ruolo di caregiver: è il cosiddetto “burnout assistenziale” o “burden del caregiver”, un esaurimento causato da un peso che si fa sempre più fatica a sostenere.

La terapia psicologica è quindi raccomandata, come sottolineano le Linee Guida del GIMBE, anche come strumento per dare sostegno ai caregiver e affiancarli nel loro delicato ruolo di assistenza.

Usufruire di un servizio di psicologo domiciliare: quali sono i vantaggi per i pazienti

Generalmente l'assistenza psicologica viene fornita dal professionista nel suo studio. Tuttavia, in caso di persone affette da una patologia neurodegenerativa, l'intervento può svolgersi a casa del paziente. È la cosiddetta terapia psicologica domiciliare, una soluzione che offre numerosi vantaggi:

  • è comoda per i malati, che avrebbero difficoltà a raggiungere autonomamente studi privati o strutture di salute mentale e che in molti casi non possono essere trasportati agevolmente.
  • È rassicurante per il caregiver familiare, che può usufruire della terapia senza doversi preoccupare di trovare un sostituto a cui affidare il proprio caro in sua assenza.
  • Dà la possibilità, sia al malato che al caregiver, di affrontare questo percorso in modo più sereno e rilassato, all'interno di un ambiente conosciuto e protetto.

Naturalmente, la terapia psicologica domiciliare non è indicata solo in presenza di malattie degenerative. Questo approccio può essere adottato in tutte le situazioni in cui una persona sente di avere bisogno di un supporto psicologico e, per varie ragioni, preferisce riceverlo a casa. Le motivazioni possono essere molteplici:

  • età, se a beneficiare della terapia sono persone anziane;
  • disabilità o altri problemi di salute che rendono difficile spostarsi;
  • mancanza di tempo o di mezzi per muoversi in autonomia;
  • necessità di assistere un familiare a casa;
  • imbarazzo nell'affrontare la terapia in un ambiente diverso da quello domestico.

Le problematiche di salute per cui può essere utile la terapia psicologica a domicilio includono, oltre alle patologie neurodegenerative:

  • depressione post-partum;
  • patologie croniche o oncologiche;
  • disturbi alimentari;
  • disturbi d'ansia;
  • disturbo da accumulo;
  • depressione;
  • disturbo ossessivo-compulsivo.

Si tratta quindi di un ambito di intervento dalle applicazioni molto ampie, che offre opportunità interessanti per chi vuole investire nell'assistenza domiciliare o per chi già opera nel settore e vorrebbe ampliare la sua proposta di servizi.

Scopriamo l’esperienza di un imprenditore che lavora in questo campo e che ci ha raccontato quali sono i vantaggi di puntare sull’assistenza a domicilio e quali suggerimenti darebbe a chi sta pensando di intraprendere un percorso simile. 

Terapia psicologica a domicilio: i servizi di PrivatAssistenza e le opportunità per gli imprenditori

Tra le realtà che propongono un servizio di terapia psicologica a domicilio c'è PrivatAssistenza, prima rete nazionale di assistenza domiciliare ad anziani, malati e disabili con oltre 200 sedi su tutto il territorio.

Abbiamo chiesto a Stefano, responsabile del centro PrivatAssistenza di Casalecchio di Reno (BO), che da qualche anno offre questa opportunità, quali sono i vantaggi per i pazienti e quali le prospettive, i benefici e i consigli per un imprenditore che desidera aprire un'attività in questo settore.

“Nel nostro centro – racconta Stefano – la terapia psicologica a domicilio viene richiesta soprattutto per persone anziane con demenza che non avrebbero la possibilità di raggiungere agevolmente lo studio di uno psicologo, ma rappresenta anche un sostegno per i loro familiari. Per questo offriamo sia il servizio di stimolazione cognitiva per i malati, l’unico metodo scientificamente provato per rallentare la degenerazione cognitiva, sia quello di supporto psicologico ai caregiver, che vivono quotidianamente situazioni molto difficili da comprendere ed elaborare. Nella maggior parte dei casi il peso dell'assistenza grava sul coniuge, in genere anziano, spesso con problemi di salute, che dopo aver toccato con mano gli effetti positivi della terapia sul proprio caro decide di chiedere anche lui il supporto della nostra psicologa, Monia, approfittando della comodità del servizio a domicilio. La combinazione tra queste due modalità di intervento crea un sistema virtuoso ‘di equilibrio’ grazie al quale sia l'assistito sia il familiare possono avere una migliore qualità della vita, nonostante la malattia”.

La terapia psicologica a domicilio offre dunque sostegno a tutto il nucleo familiare nella gestione di una patologia complessa come la demenza e rappresenta un'ottima opportunità da cogliere per un imprenditore che vuole lavorare in ambito socio-sanitario o potenziare la sua offerta.

“Sul territorio – aggiunge Stefano – le realtà che offrono questo servizio sono poche perché c'è ancora un forte scetticismo nei confronti della figura dello psicologo. Noi abbiamo deciso di aggiungerlo alle nostre proposte nel 2019 dopo aver conosciuto una professionista come Monia e, per la nostra esperienza quotidiana, siamo convinti che questo tipo di assistenza sia importantissimo per il benessere dei malati e delle loro famiglie. Oltre a Monia, il programma di stimolazione cognitiva può coinvolgere anche gli OSS (Operatori Socio-Sanitari), da lei coordinati: l'operatore che presta già assistenza domiciliare a un malato si occupa, cioè, anche del lavoro di stimolazione. Per questo organizziamo ogni anno dei corsi di formazione e aggiornamento per gli OSS, tenuti proprio da Monia: i casi di demenza, infatti, sono in aumento e c'è sempre maggiore richiesta di un servizio qualificato di questo tipo”.

Sei un imprenditore e stai pensando di investire nel campo dell'assistenza domiciliare proponendo anche servizi di supporto psicologico? PrivatAssistenza può essere il partner giusto per affiancarti in questo percorso: contattaci per aprire un centro

Se invece sei già responsabile di un centro PrivatAssistenza e vuoi ampliare la tua offerta, l'assistenza psicologica a domicilio è un ambito sempre più ricercato su cui vale la pena puntare.

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