Che cos’è la disartria, da cosa è causata e come si può gestire

12 settembre 2022 Salute e prevenzione
disartria

Può succedere che, conversando con i propri cari anziani, ci si accorga che i loro discorsi sono meno fluenti di un tempo. Ad esempio, potrebbero avere difficoltà ad articolare le parole, ridurre il tono di voce, pronunciare termini non facilmente comprensibili. 

Si potrebbe pensare che le difficoltà di linguaggio siano dovute al processo di invecchiamento, ma non sempre è così: ci sono persone, anche molto anziane, che conservano infatti un'ottima capacità di eloquio. 

In altri casi, invece, fattori come la perdita di denti, oppure la mancanza di fiato (legata, ad esempio, a malattie croniche dei bronchi) possono rendere la parlata più fioca e meno chiara. Ci sono poi situazioni in cui le difficoltà di linguaggio sono conseguenza di malattie che, in modi diversi, compromettono la capacità di formulare correttamente le parole, come:

  • la disartria, problema legato all’attività dell’apparato fonatorio (l’insieme di strutture che permette all’uomo di produrre suoni udibili);
  • l’afasia, difficoltà nel parlare che dipende da cause neurologiche, in presenza di un apparato fonatorio sano.

In questo articolo approfondiamo meglio la disartria: scopriamo esattamente cos’è, da cosa è causata e come si tratta questa problematica. 

Disartria: che cosa significa?

La disartria è una condizione che consiste nell’incapacità di parlare in modo corretto. La persona, infatti, non riesce ad attivare correttamente gli organi coinvolti nel linguaggio, quindi palato, lingua, labbra, ma anche apparato respiratorio, gola e muscoli del viso. Solitamente compare in età adulta o anziana, come conseguenza di una malattia neurodegenerativa.

Sia la disartria che l’afasia sono disturbi del linguaggio con incapacità di emettere suoni chiari e articolati. Vi sono però alcune differenze ed è importante riconoscerle per mettere in atto un percorso di cura adeguato. Anche per questa ragione, come vedremo, è indispensabile una diagnosi corretta.

Afasia: una condizione che danneggia anche la comprensione

L’afasia è dovuta a un danno che coinvolge le aree del cervello deputate alla produzione e comprensione del linguaggio, mentre gli organi della fonazione (apparato respiratorio, muscoli del viso, labbra, guance) sono sani. La persona con afasia non ha solo difficoltà a parlare, ma spesso anche a mettere per iscritto qualcosa. 

Questo  problema comprende anche disturbi nella comprensione di ciò che si ascolta, inoltre la persona può avere difficoltà a leggere, nominare persone o cose, ripetere quanto detto dagli altri.

Disartria: un problema che colpisce le strutture coinvolte nella formazione delle parole

Questo disturbo, come abbiamo detto, è invece causato dal mancato controllo delle strutture (muscoli della fonazione, muscoli e nervi del viso, lingua, labbra) coinvolte nella formazione di suoni e parole. Queste ultime, infatti, non riescono più a compiere le operazioni corrette per formare parole chiare e comprensibili. 

La persona, tuttavia, sa ciò che vuole dire, comprende quello che dicono gli altri e, in genere, riesce a comunicare chiaramente per iscritto.

Quali sono le cause e i sintomi della disartria?

La disartria è una condizione legata esclusivamente alla difficoltà di articolare i suoni a causa di problemi a muscoli e nervi appartenenti al sistema di fonazione. Nello specifico, compare quando determinate condizioni neurologiche compromettono la funzionalità delle zone del cervello che hanno la funzione di regolare i processi nervosi e muscolari per la produzione dei suoni. 

Già tra gli anni Sessanta e Settanta, i neurologi americani Frederic L. Darley, Arnold Elvin Aronson e Joe Robert Brown, come riportato nel loro studio Differential diagnostic patterns of dysarthria, pubblicato su Journal of Speech and Hearing Research, avevano operato una distinzione tra i diversi tipi di disartria a seconda della patologia sottostante, classificazione valida ancora oggi. 

Le tipologie di disartria e le loro cause

Vediamo, quindi, i diversi tipi di disartria e le cause che le provocano:

  • La disartria ipocinetica compare, solitamente, nelle persone affette da malattia di Parkinson. In genere si accompagna a linguaggio monotono, caratterizzato da frasi brevi, con scarsa enfasi nel discorso.
  • La disartria atassica si può presentare nelle persone malate di SLA (sclerosi laterale amiotrofica) e tende a provocare vocali distorte, consonanti imprecise, enfasi eccessiva, intervalli e pause inappropriate.
  • La disartria spastica, invece, può essere causata da malattie neurodegenerative oppure da problemi vascolari che coinvolgono il cervello. Il tono di voce è elevato o eccessivo, si verificano pause di silenzio, le consonanti e le vocali sono poco definite.
  • Nella disartria ipercinetica le cause sono ancora oggetto di studio. In alcuni casi la malattia è legata a ragioni neurodegenerative, vascolari, a malattie infettive o a intossicazioni (per esempio quella causata da tossina botulinica). La persona solitamente parla con tonalità bassa e aspra, la voce è soffiata e nasale, il tono sempre uguale. Inoltre, il parlato è spesso accompagnato da una gestualità eccessiva.
  • La disartria da lesione monolaterale è dovuta a disturbi vascolari e circolatori che riguardano le aree cerebrali. È caratterizzata da suoni imprecisi, aspri oppure molto bassi, con evidenti alterazioni nei movimenti del volto.

Quindi, come abbiamo detto, le persone con problemi di disartria producono suoni simili alle parole che desiderano pronunciare e nell’ordine giusto. Tuttavia, è proprio il parlare in sé a risultare irregolare, bisbigliato, interrotto o monotono, a seconda della sede danneggiata. La dimostrazione del fatto che a livello cognitivo riescono a formulare un discorso corretto è che la maggior parte dei soggetti con disartria riesce a scrivere normalmente. 

Altri sintomi di questa condizione sono problemi di masticazione e deglutizione, oltre alla disfonia, ossia un’alterazione del tono della voce.

Come si fa la diagnosi di disartria?

L’avanzare dell’età si può accompagnare a un peggioramento delle capacità di comunicazione, a causa di condizioni che non sono necessariamente legate alla disartria. Alcuni problemi che possono influire in tal senso sono, ad esempio:

  • il decadimento cognitivo che, talvolta, coinvolge anche la sfera della comunicazione verbale; 
  • la perdita di denti, che rende il parlato confuso, soprattutto rispetto alla pronuncia di alcune consonanti;
  • l’artrosi temporo-mandibolare che rende difficile e doloroso muovere la mandibola a svantaggio della chiarezza di ciò che la persona dice;
  • gli effetti collaterali di alcuni farmaci;
  • la diminuzione dell’udito, che può ripercuotersi sulla capacità di produrre un linguaggio chiaro ed efficace;
  • le malattie croniche dei bronchi, che rendono difficile prendere fiato: le parole, quindi, vengono pronunciate in modo fioco e confuso.

Tutte queste cause sono spesso già note ai familiari e al medico e, intervenendo su di esse in modo appropriato, i disturbi di linguaggio tendono ad attenuarsi. Se invece l’anziano ha problemi nel parlare, e questi fattori sono già stati esclusi, il medico curante potrà suggerire una visita approfondita ed esami specifici, per individuare eventuali cause neurologiche più complesse. 

In generale, comunque, è sempre bene rivolgersi al medico se una persona anziana manifesta qualche problema nel parlare, di recente insorgenza oppure di cui non si comprende la causa. 

Strategie utili alla diagnosi di disartria

Si parte prima di tutto da una valutazione neuropsicologica. Questa consiste in un esame obiettivo, da parte dello specialista, e in un colloquio che coinvolge anche i familiari del paziente, per parlare dello stile di vita, delle abitudini quotidiane, al fine di capire quando sono comparsi i primi sintomi.

Per diagnosticare la disartria può essere utile chiedere all’anziano di svolgere alcuni gesti, semplici ma importanti. Ad esempio, gli si può domandare di soffiare su una candela per spegnerla, mostrare la lingua, mordersi il labbro, mosse utili per valutare la funzionalità dei muscoli del volto e delle labbra. Se la persona è in grado di farlo, le si può chiedere di scrivere qualcosa su un foglio: se il contenuto dello scritto è corretto, probabilmente si tratta di disartria.

Altri sistemi semplici, ma molto utili, sono invitare l’anziano a cantare, recitare una poesia, ripetere frasi o parole. L’operatore sanitario, nel frattempo, osserverà come si muovono le labbra, le guance e la lingua, per capire l’entità del problema e quali sono le aree maggiormente coinvolte.

Durante questo percorso diagnostico è anche possibile che vengano eseguiti test neuropsicologici, esami specifici e standardizzati, che valutano la funzione cerebrale e individuano le aree maggiormente coinvolte dal problema.

Gli esami specifici che possono servire 

Possibili alterazioni del cervello e del sistema nervoso centrale si scoprono effettuando una TC (tomografia computerizzata) al cervello, oppure una risonanza magnetica, sempre al cervello, per scoprire anche piccole alterazioni nella struttura cerebrale. 

Inoltre, se il medico sospetta una causa di tipo infiammatorio (per esempio neuriti o encefaliti) o tossica (come succede nell’intossicazione da tossina botulinica), si possono aggiungere altri controlli, per esempio: 

  • puntura lombare o rachicentesi, che consiste nel prelevare una piccola quantità di liquido cefalorachidiano, sostanza che si trova nel sistema nervoso centrale: quest’ultimo si analizza in laboratorio per individuare o escludere malattie degenerative, infettive o infiammatorie del cervello e sistema nervoso;  
  • elettroencefalogramma per valutare la funzionalità delle onde cerebrali;  
  • elettromiografia, esame che si esegue inserendo un elettrodo in una determinata zona della testa o del volto per studiare la conduzione nervosa delle aree del cervello coinvolte nella produzione del linguaggio. Questa verifica è importante soprattutto nel caso ci sia il dubbio che la disartria sia dovuta alla SLA, ed è quindi necessario escluderlo o confermarlo.

Come trattare la disartria

Affrontare un problema come la disartria è importante, in primo luogo perché può essere il sintomo di un disturbo che deve essere curato. Inoltre, è opportuno concentrarsi anche sul recupero fonatorio e linguistico della persona. 

La comunicazione, infatti, è fondamentale, soprattutto per gli anziani: in età avanzata è importante riuscire a trasmettere a familiari, caregiver e personale sanitario i propri problemi e le proprie esigenze. Inoltre, parlare in modo sufficientemente chiaro contribuisce a coltivare un buon rapporto con gli altri: in questo modo, si possono mantenere vivi interessi, amicizie e incontri per combattere la solitudine negli anziani, che può causare depressione e decadimento cognitivo.

Il logopedista, una figura essenziale nel trattamento della disartria

Per la riabilitazione linguistica della persona con disartria è importante affidarsi al logopedista, professionista sanitario che si occupa della risoluzione dei problemi di linguaggio, sia evolutivi sia acquisiti in seguito a traumi o malattie. Attraverso interventi personalizzati caso per caso, che variano in base alla serietà e al tipo di disturbo, il logopedista cerca di migliorare fluenza e capacità comunicativa.

Si possono avere notevoli miglioramenti, in quanto il logopedista può insegnare a:  

  • rallentare il ritmo del discorso;
  • praticare esercizi di respirazione, per incamerare più aria e parlare a voce più alta;
  • eseguire semplici esercizi di rinforzo dei muscoli facciali per articolare meglio le parole;
  • effettuare con maggiore calma ed efficacia i movimenti di labbra e lingua;
  • migliorare la gestualità per dare significato alle parole.

Nei casi più seri la comunicazione verbale può essere integrata con l’uso di lavagne, software e computer

Il ruolo dei familiari nella riabilitazione logopedica

Durante la riabilitazione logopedica, è importante coinvolgere i familiari dell’anziano per individuare la strategia di comunicazione più efficace. Sia la persona con disartria sia i suoi familiari e le persone con cui conversa abitualmente dovrebbero seguire insieme alcune sedute con il logopedista per migliorare la qualità della comunicazione e della conversazione. 

Lo specialista, per esempio, insegna al paziente a iniziare il discorso con una parola significativa o una frase breve, in quanto risultano più facili da articolare. Può spiegargli che dovrebbe interrompere il discorso, cercando di capire se l’interlocutore ha compreso ciò che ha detto, e che parlare lentamente, facendo pause e prendendo respiro, può aiutare a pronunciare le parole in modo più chiaro. 

Il logopedista, inoltre, può suggerire di evitare le conversazioni se l’anziano è stanco o agitato. In questi casi, infatti, la disartria può accentuarsi.

Consigli per rivolgersi a una persona con disartria

Per aiutare la comunicazione in genere gli esperti consigliano di:

  • Predisporre un ambiente adatto, con poche distrazioni e rumori di sottofondo (per esempio, la tv dovrebbe essere spenta).
  • Prestare attenzione all’anziano mentre parla, senza completare le frasi al posto suo o correggerlo, perché questo genera ansia.
  • Non fingere di capire se non è così: meglio comunicare quale parte del discorso non è stata capita, in modo che la persona possa ripetere.
  • Se il discorso non è stato compreso, chiedere di scriverlo.

Usufruire di un servizio di logopedia a domicilio

Poter contare su una figura come il logopedista è dunque molto importante per un buon recupero delle capacità di linguaggio. L’ideale, soprattutto nel caso degli anziani, è avere l’opportunità di seguire la riabilitazione nella sicurezza e nel comfort dell’ambiente domestico, in compagnia dei familiari e del caregiver, che possono, a loro volta, beneficiare di preziose indicazioni. 

Per incontrare le esigenze delle famiglie è disponibile il servizio di logopedia a domicilio di PrivatAssistenza, adatto ad anziani, malati e disabili con disturbi del linguaggio come la disartria, ma anche per altri problemi come difficoltà di masticazione e deglutizione. In particolare:

  • Il logopedista propone esercitazioni muscolari per patologie neurologiche, degenerative, oncologiche e geriatriche.
  • Mette in atto percorsi di rieducazione verbale e rieducazione vocale con esercizi per attivare le capacità fonatorie attraverso il potenziamento muscolare e respiratorio.
  • Ove necessario, compensa con immagini, lavagne, computer le esigenze comunicative della persona, infondendole sicurezza e fiducia nelle proprie capacità.

Contatta il centro PrivatAssistenza più vicino per richiedere l’intervento di un logopedista a domicilio e usufruire dei vantaggi di questo servizio.

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