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Aumenta il rischio Alzheimer per chi beve troppo

Di oltre 1 milione di francesi ricoverati nel quinquennio 2008-2013 sono state analizzate abitudini e stato di salute. L’obiettivo: esaminare il rapporto tra alcol e demenze senile.
Lo studio franco-canadese, pubblicato di recente sul Lancet Public Health, dimostrerebbe che bere tanto e spesso possa aumentare il rischio di sviluppare demenze e Alzheimer.

Addirittura per il 39% dei 57.000 casi di demenza precoce presi in esame è stata evidenziata una correlazione diretta con l’abuso di alcol. In linea generale, gli alcolizzati risultano tre volte di più propensi a contrarre qualsiasi tipologia di demenza.

«Lo studio ha esaminato solo persone ricoverate per alcolismo e per questo non rivela con completezza il legame tra consumo di alcol e rischio di demenza. Ricerche precedenti hanno comunque rilevato che anche un consumo moderato di alcolici può avere un impatto negativo sulla salute del cervello e le persone non devono pensare che solo bere fino a finire in ospedale comporti un rischio», ha spiegato la dottoressa Sara Imarisio, responsabile della ricerca presso l’Alzheimer’s Research in Gran Bretagna ed intervistata dal Guardian.

L’alcol sarebbe correlato all’insorgenza di ogni tipo di demenza, soprattutto precoce, e secondo i ricercatori occorrerebbe inserire nelle normali prassi di prevenzione e monitoraggio anche lo screening suo consumo. Chi beve di più, secondo le statistiche, è anche diabetico, iperteso, fumatore e affetto da disturbi psichiatrici, tutti fattori che aumentano il rischio di demenza. E i danni cerebrali dovuti all’alcol chiudono il cerchio di un quadro, tra teoria e pratica, molto preoccupante.

«Da tempo sappiamo che l’alcol è neurotossico, la carenza di tiamina negli alcolisti devasta la memoria e condizioni legate all’alcol come la cirrosi e l’epilessia possono danneggiare il cervello. Ma anche il consumo eccessivo di alcol, vediamo ora, è un importante fattore di rischio di demenza» ha spiegato il professore di psichiatria geriatrica alla College University di Londra Robert Howard.

Gli effetti purtroppo non sono reversibili. Gli alcolisti che hanno ridotto drasticamente il consumo di alcol, pur avendo aumentato la propria aspettativa di vita, non hanno diminuito sul lungo periodo le probabilità di contrarre demenze.

«È sorprendente che il livello del rischio di demenza dei forti bevitori sia più o meno lo stesso in coloro che per un certo periodo hanno smesso di bere» ha dichiarato l’autore principale dello studio, il dott. Michaël Schwarzinger della Translational Health Economics Network in Francia. Un altro studio pubblicato sul British Medical Journal lo scorso anno va nella stessa direzione: nel campione di pazienti che avevano bevuto dai 14 ai 21 bicchieri di vino alla settimana è stata rilevata un’esposizione al rischio di tre volte superiore al danneggiamento alla parte del cervello predisposta alla memoria. L’alcol, dunque, sarebbe devastante per l’uomo: «Bere fa male al fegato, al cuore e alle reni. Ora possiamo aggiungere alla lista anche il cervello».

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