Terza età e differenze di genere

31 gennaio 2024 Attualità
Terza età e differenze di genere

Largamente discussa e studiata, la fase della terza età ha molte sfumature, che la rendono un momento complesso ma non per questo negativo, fatto di cambiamenti e scoperte. Ciò che però non viene abbastanza approfondito, in questa narrazione, è il ruolo che le differenze di genere e il vissuto psicologico e sociale di donne e uomini giocano in questo particolare momento. Vediamo qual è il legame tra terza età e differenze di genere e quali sono i fattori da tenere in considerazione.
 

Salute e gender gap: medicina di genere

Come molti ambiti concentrati prevalentemente su un genere, anche la medicina per secoli ha effettuato studi clinici esclusivamente sugli uomini, traslando poi quanto appreso anche sulle donne. Un metodo inefficace sotto molti punti di vista, che ha mostrato le sue debolezze con l’avvento della medicina di genere.

È grazie a questo approccio – che si propone di comprendere e studiare le differenze tra uomo e donna sia dal punto di vista dell’incidenza di patologie sia dal punto di vista della risposta alle terapie – che sono state rilevate anche differenze biologiche nel modo di invecchiare.
 

Più longevità, meno qualità di vita

Se si guarda ai numeri, le donne sono più longeve rispetto agli uomini, con una media di circa 6-8 anni in più rispetto a questi ultimi. Nello specifico, la speranza di vita per le donne è pari a 84,6 anni, mentre per gli uomini 79,1. Questi dati, a primo impatto positivi per il genere femminile, non corrispondono però ad una migliore qualità di vita. Secondo l’Istat, infatti, l’8,3% delle donne riporta un cattivo stato di salute a differenza del 5,3% degli uomini, a cui si aggiungono anche i dati sulla disabilità, condizione che colpirebbe il 6,1% delle donne contro il 3,3% degli uomini.

Sono molti i fattori che potrebbero essere ritenuti responsabili di tale situazione, ma l’approccio della medicina – che ha sempre preso l’uomo come riferimento scientifico – ha una grande responsabilità. Da qui l’impegno, negli ultimi anni, nello studio del corpo della donna in modo più approfondito, che possa prendere in considerazione tutti gli elementi impattanti sull’efficacia di una determinata cura.
 

Non solo medicina: i fattori sociali

Lo stato di salute di una persona non è solamente legato al corpo, ma tiene conto anche del benessere psicologico e sociale. Un elemento influenzato in modo importanti da diversi fattori, in grado di determinare anche la maniera di vivere l’invecchiamento. Secondo le indagini, per esempio, una pensione più bassa percepita dalle donne perché meno coinvolte nel mercato del lavoro, così come un’ipotetica minor istruzione, avrebbero effetti negativi sulla terza età.

Si segnala, inoltre, come anche in questa fase della vita la divisione di ruoli e compiti permanga molto spesso, legando la donna alla cura – che sia della casa, del marito o dei nipoti. Una situazione, questa, che parrebbe lasciare meno tempo libero, in favore degli uomini in grado di viversi in modo positivo la pensione. Lo dimostra, per esempio, la percentuale di donne tra i caregiver – che si aggira intorno al 70% sul totale.

 

Prospettive future

È innegabile come, attualmente, stiano avvenendo cambiamenti significativi sia dal punto di vista socioeconomico che culturale, in grado di ridurre in terza età le differenze di genere. Le donne anziane di domani si trovano, infatti, in un contesto più favorevole e meno condizionato dagli stereotipi rispetto a quelle attuali, anche se – a causa di ispirazioni e desideri più elevati – potrebbero non ritenersi pienamente soddisfatti in vecchiaia. Una previsione, questa, che secondo diversi studi non può fornire risposte certe.

È sicuro, però, come la vecchiaia sia intrinsecamente caratterizzata da differenze di genere. In questo contesto, la medicina e la psicologia di genere emergono come strumenti fondamentali per affrontare queste disparità, garantendo una risposta più personalizzata e inclusiva alle esigenze della popolazione anziana. Un approccio consapevole alle sfide specifiche di uomini e donne durante la terza età può contribuire a una società più equa e attenta al benessere di tutti.

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