Osteoporosi: 5 sintomi da non sottovalutare

10 marzo 2023 Salute e prevenzione
osteoporosi sintomi

L’osteoporosi è una patologia che riguarda adulti e anziani, in modo particolare di sesso femminile. Consiste in un progressivo indebolimento delle ossa, che si verifica quando il tessuto osseo perde la sua capacità di rinnovarsi. Lo scheletro diventa quindi progressivamente più fragile e la persona, di conseguenza, è maggiormente esposta a fratture, che possono verificarsi in seguito a cadute oppure, qualche volta, anche in modo spontaneo, ad esempio mentre si cammina o si svolgono le attività quotidiane.

Le fratture che colpiscono le ossa con osteoporosi non guariscono facilmente come succede ai tessuti sani, a causa della carenza di minerali e della difficoltà dell’osso a ricostituirsi, con il rischio di disabilità e altre gravi ripercussioni. Per queste ragioni è bene non sottovalutare i sintomi che potrebbero indicare la presenza di osteoporosi e che, nelle fasi iniziali della malattia, possono presentarsi in modo sfumato. Vediamo come imparare a riconoscerli.

Che cos’è l’osteoporosi e chi colpisce maggiormente

L’osteoporosi è una patologia degenerativa dell’osso che consiste nella perdita di calcio e di altri minerali. Può essere determinata dai cambiamenti metabolici ai quali l’organismo va incontro dopo la menopausa e con l’avanzare dell’età, oppure essere dovuta a malattie specifiche (per esempio disfunzioni delle ghiandole paratiroidi, diabete, artrite reumatoide) o all’assunzione di alcuni farmaci. 

Per capire che cosa accade nell’osteoporosi dobbiamo immaginare l’osso come se fosse una struttura “a maglia” molto solida che contiene sali minerali, vasi sanguigni, midollo osseo e collagene. Nelle persone giovani questo tessuto è denso e compatto perché lo spazio tra le “maglie” è ridotto, mentre nelle persone con osteoporosi la densità e l’elasticità ossea diminuiscono: questo rende l’osso meno elastico e resistente e, di conseguenza, più fragile ed esposto a fratture.

Le donne sono più a rischio di osteoporosi degli uomini

Dai dati sull’osteoporosi riportati dal Ministero della Salute, si stima che questa patologia riguardi, nel nostro Paese, circa 5 milioni di persone, per la maggior parte di sesso femminile in post-menopausa. La prevalenza aumenta con il passare degli anni, soprattutto nelle donne dopo i 55 anni di età: il 47% delle donne e il 10,3% degli uomini  soffre di osteoporosi dopo i 74 anni.  

Gli individui di sesso femminile tendono a essere più a rischio per diverse ragioni:

  • presentano ossa più sottili rispetto a quelle maschili;
  • dopo la menopausa sono soggetti a un brusco calo di estrogeni, ormoni che contribuiscono al rinnovamento delle ossa;
  • vivono mediamente più a lungo rispetto agli uomini e l’invecchiamento, come abbiamo detto, è una condizione predisponente. 

Le cause dell’osteoporosi

Le ossa contengono calcio, fosfati, magnesio e altri minerali che assicurano robustezza a questo tessuto, il quale si rinnova continuamente grazie all’azione di due diversi tipi di cellule:

  • gli osteoclasti, che “distruggono” il tessuto osseo preesistente;
  • gli osteoblasti, che regolano la costruzione di nuova sostanza ossea.

In una persona adulta, senza problemi di osteoporosi, questo processo comporta la ricostruzione della stessa quantità di osso che viene riassorbita: lo scheletro, quindi, mantiene massa e robustezza. Da una certa età in poi, invece, l’attività degli osteoclasti comincia a prevalere su quella degli osteoblasti, quindi il processo di “distruzione” diventa più intenso rispetto a quello di ricostruzione, portando a una riduzione di massa ossea con il passare degli anni. 

L’invecchiamento e il sesso femminile sono fra i principali fattori di rischio collegati all’insorgenza dell’osteoporosi, a cui però se ne aggiungono altri. Vediamone alcuni. 

Fattori di rischio modificabili

Tra i fattori di rischio modificabili, che possono quindi ricondursi allo stile di vita seguito, citiamo:

  • abitudini scorrette: fumare e consumare alcol in eccesso sono comportamenti che tendono a impoverire le ossa di calcio.
  • Sedentarietà: le persone che praticano poco movimento incorrono in un maggiore rischio di osteoporosi perché l’attività fisica migliora l’assorbimento di calcio da parte del tessuto osseo.
  • Bassi livelli di vitamina D: questa sostanza favorisce l’assorbimento del calcio contenuto nei cibi e viene sintetizzata nell’organismo esponendosi al sole.
  • Dieta poco equilibrata: un eccesso di sale, di proteine (a discapito di altre sostanze, all’interno di un’alimentazione non bilanciata) e una ridotta assunzione di frutta e ortaggi possono aumentare il rischio di osteoporosi.
  • Eccessiva magrezza: questa condizione può incidere sulla possibilità della donna di avere ossa deboli, perché il tessuto adiposo produce ormoni estrogeni, importanti per il metabolismo osseo. 

Fattori di rischio non modificabili

Tra quelli non modificabili, oltre all’invecchiamento e al sesso femminile, rientrano:

  •  menopausa: con la fine dell’età fertile le ossa tendono a diventare più fragili, come abbiamo detto, a causa del calo degli estrogeni.
  • Familiarità: la presenza di persone in famiglia con osteoporosi costituisce un altro fattore di rischio.
  • Etnia: le popolazioni europee, asiatiche e nordamericane sono più a rischio rispetto a quelle africane e ispaniche.

Osteoporosi: 5 sintomi che è bene non sottovalutare

L’osteoporosi, purtroppo, può essere una patologia molto subdola. I sintomi, infatti, tendono a essere  molto sfumati, soprattutto nelle fasi iniziali. È quindi opportuno prestare attenzione a malesseri insoliti, che potrebbero essere spia di questo problema, parlandone con il medico. Vediamo insieme i principali.

Pesantezza alla schiena

Sintomi come senso di pesantezza e disagio alla schiena che tendono a comparire dopo essere stati in piedi a lungo possono indicare la presenza di osteoporosi. Questa percezione di pesantezza di solito scompare se ci si sdraia, e può presentarsi in modo incostante e non sempre con lo stesso livello di intensità. 

Dolore alla schiena

Anche un dolore improvviso e intenso alla schiena potrebbe essere un segnale di osteoporosi causato dalla frattura di una vertebra. Quando le vertebre sono porose e più fragili a causa di questa malattia, faticano a reggere il peso della parte superiore del corpo e a mantenere la postura corretta: sottoposte a pressione e a forza di gravità, possono quindi incorrere in fratture spontanee, senza che si sia verificato un trauma specifico come, ad esempio, una caduta o un colpo nella zona interessata. 

Il dolore alla schiena è un sintomo che può essere causato anche da altri disturbi, per esempio artrosi oppure lombalgia, per cui è sempre opportuno parlarne con il medico.

Diminuzione della statura

Con l’avanzare dell’età la statura tende a ridursi perché, con il passare del tempo, i dischi intervertebrali iniziano ad assottigliarsi. Di conseguenza, è abbastanza frequente abbassarsi di uno o due centimetri rispetto a quando si era in giovane età. 

Una riduzione dell’altezza notevole e improvvisa, però, dovrebbe destare attenzione: in questo caso, infatti, potrebbe essere un segnale di osteoporosi perché le ossa indebolite perdono la capacità di sostenere il peso del corpo. In particolare, uno studio condotto dall’Hebrew SeniorLife, l’Istituto per la ricerca sull'invecchiamento di Boston, ha suggerito che una rapida diminuzione di statura dopo una certa età è associata a un maggiore rischio di frattura dell’anca.

Postura curva

Anche assumere un atteggiamento sempre più curvo, soprattutto con la comparsa di una vera e propria gobba sulla schiena (chiamata, nel linguaggio popolare, anche “gobba della vedova”) dovrebbe indurre a consultare il medico per approfondire. Infatti, potrebbe non trattarsi di una postura collegata al semplice invecchiamento, ma al fatto che le vertebre colpite da osteoporosi tendono a cedere e ad avvicinarsi l’una all’altra.

Presenza di elevati quantitativi di calcio nel sangue

Quando in seguito ad analisi del sangue si nota un livello di calcio superiore ai limiti massimi, è bene parlarne con il medico per eseguire accertamenti. Questo fattore, infatti, può indicare la presenza di malattie di vario genere, ad esempio un disturbo a carico delle ghiandole paratiroidi, detto iperparatiroidismo, che provoca la perdita di calcio da parte delle ossa.  

Anziani e osteoporosi: l’importanza della prevenzione e di trattamenti adeguati

Come abbiamo visto, nell’osteoporosi i sintomi sono spesso vaghi e facilmente confondibili con normali manifestazioni del processo di invecchiamento. Porvi attenzione, invece, è importante perché la fragilità ossea costituisce un reale pericolo per un anziano che non sa di soffrirne: come abbiamo detto, questa malattia può causare fratture spontanee, che si verificano compiendo semplici movimenti quotidiani, e le cadute stesse rischiano di determinare facilmente fratture

Le ripercussioni, purtroppo, possono essere molto serie: secondo i dati del Ministero della Salute, la mortalità negli anziani in seguito a una frattura del femore è del 5% nel periodo successivo all'evento e del 15-25% dopo un anno. La causa non è rappresentata dalla frattura in sé ma dalle sue conseguenze, soprattutto perché questa condizione comporta un periodo di immobilizzazione prolungato. Se l’anziano non riceve cure adeguate, che comprendono igiene accurata e stimoli psicomotori, possono subentrare complicanze come piaghe da decubito, infezioni, depressione e indebolimento muscolare che rendono difficile o impossibile il recupero. 

Come prevenire l’osteoporosi e mantenere, nel tempo, ossa forti e sane?

Per mantenere lo scheletro in salute è bene controllare lo stile di vita e migliorare l’alimentazione, fattori che permettono di prevenire la perdita di calcio che predispone all’osteoporosi. Ecco qualche consiglio:

  • praticare attività fisica: il movimento riduce il rischio di osteoporosi perché aiuta il tessuto osseo ad assorbire il calcio introdotto con i cibi. Inoltre, il moto migliora l’equilibrio e la coordinazione, prevenendo il rischio di cadute. Lo sport all’aperto, in particolare, favorisce la sintesi della vitamina D. 
  • Evitare fumo e alcolici: come abbiamo visto, queste abitudini riducono l’assorbimento di calcio.
  • Assumere una quantità adeguata di calcio: sin da giovani è bene consumare latte, formaggi,  yogurt, tutte fonti importanti di questo minerale. Tra le fonti vegetali citiamo ortaggi come cavolo, broccoli e spinaci.  
  • Garantire un buon apporto di vitamina D: è bene esporsi adeguatamente alla luce naturale del sole, con le dovute protezioni solari, e anche consumare cibi che contengono questa vitamina come pesci grassi (ad esempio il salmone) tuorlo d’uovo e fegato.  

Come si diagnostica e cura l’osteoporosi?

Per scoprire la presenza di osteoporosi si esegue un esame rapido e indolore, chiamato densitometria ossea o MOC (mineralometria ossea computerizzata), che misura in modo accurato la massa ossea valutando la sua densità minerale. In genere viene consigliato a:

  • donne dopo la menopausa che presentano fattori di rischio per osteoporosi (menarca tardivo, magrezza, casi di osteoporosi in famiglia);
  • donne con meno di 45 anni che hanno avuto una menopausa precoce;
  • persone che hanno seguito cure prolungate con farmaci che privano l’osso di calcio; 
  • persone con familiari che hanno subito fratture verificatesi senza traumi importanti;
  • soggetti che soffrono di malattie che possono portare a osteoporosi.

Se la malattia è già presente, è possibile ricorrere a diversi tipi di farmaci, stabiliti dal medico caso per caso, anche in base ad altre eventuali patologie concomitanti. Tra le terapie possono rientrare i medicinali antiriassorbitivi, i modulatori selettivi dei recettori per gli estrogeni, la terapia ormonale sostitutiva e gli anticorpi monoclonali.

Il supporto agli anziani di PrivatAssistenza

Una persona anziana che vive da sola può avere un rischio maggiore di subire le conseguenze di una forma di osteoporosi iniziale o non diagnosticata, per esempio incorrendo in incidenti domestici, come le cadute. Per questa ragione è bene adottare alcune accortezze, ad esempio migliorando la sicurezza degli anziani in casa attraverso la riduzione delle barriere architettoniche e l’eliminazione di tappeti o altri oggetti che potrebbero fare inciampare. 

Se necessario, sarebbe poi utile che l’anziano avesse una forma di assistenza nel quotidiano per piccoli ma essenziali accorgimenti che possono aiutare a mantenere sane le ossa. Se i familiari non ne hanno la possibilità, ad esempio, un aiuto esterno può aiutare la persona a uscire di casa ogni giorno  un’abitudine importante per aumentare la vitamina D in circolo e combattere la fragilità ossea  – ma anche per preparare pasti in grado di stimolare l’appetito e aiutarla ad assumere tutti i nutrienti di cui ha bisogno.

PrivatAssistenza, rete nazionale specializzata con 30 anni di esperienza e più di 200 centri in tutta Italia, affianca anziani e famiglie con il servizio di assistenza domiciliare nella gestione quotidiana di tutte le necessità della persona, comprese quelle legate alla prevenzione e alla terapia dell’osteoporosi, come la somministrazione dei trattamenti necessari e lo svolgimento di attività fisica in sicurezza. Il personale, che ha una lunga esperienza nell’assistenza, può inoltre accorgersi di segnali potenzialmente indice di questa malattia, avvisando la famiglia.

Se tu o un tuo familiare avete problemi di osteoporosi e vi occorre un aiuto specializzato, puoi contattare il centro PrivatAssistenza più vicino per sapere di più sui servizi offerti.

Crediti immagine di copertina: sebra/Shutterstock.com

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