Invecchiamento attivo: cos’è e come promuoverlo

11 maggio 2022 Salute e prevenzione
invecchiamento attivo

Il crescente processo di invecchiamento della popolazione e il conseguente innalzamento dell’aspettativa di vita – che in Italia tocca mediamente gli 83 anni – hanno profondamente mutato la società ponendola di fronte a nuove esigenze e, allo stesso tempo, nuove possibilità. Il punto d’incontro tra queste due dimensioni coincide con l’esigenza di trovare nuove formule e nuove modalità per offrire agli anziani la possibilità di integrarsi sempre di più nella comunità, un approccio solidamente ancorato al concetto di invecchiamento attivo.

In quest’ottica è sempre più importante studiare e favorire politiche di welfare che, in modo sempre più mirato, puntino a promuovere tutte quelle attività che consentono agli over 65 di mantenere uno stile di vita sano e dinamico.

Ma cosa significa esattamente “invecchiamento attivo” e quali sono le buone pratiche da seguire per perseguirlo? Scopriamolo insieme.

Cos’è l’invecchiamento attivo?

Il concetto di “invecchiamento attivo”, come spiega il Dipartimento per le politiche della famiglia, è stato introdotto nel 2002 dall’Organizzazione Mondiale della Sanità che lo ha definito “il processo di ottimizzazione delle opportunità di salute, partecipazione e sicurezza per migliorare la qualità della vita delle persone che invecchiano”.

A supporto di questo approccio sono intervenuti numerosi studi internazionali che documentano quanto invecchiare in modo attivo abbia effetti benefici sulla salute fisica e psichica migliorando la percezione della qualità della vita. Nel concreto, invecchiare in modo “attivo” significa vivere pienamente la sfera sociale o personale dedicandosi alle attività che meglio si adattano alle proprie attitudini e inclinazioni. C’è chi ritrova la propria dimensione attraverso le attività di volontariato, ad esempio, chi invece preferisce prendersi cura dei propri cari o praticare un hobby.

In quest’ottica, l’invecchiamento attivo rappresenta una vera e propria forma di prevenzione per mantenersi in salute, ma c’è di più, perché questo approccio si rivela prezioso anche sotto altri punti di vista. Contribuisce infatti a prolungare l’apporto produttivo delle persone anziane, che possono fornire il proprio contributo in numerosi campi della vita pubblica, come il volontariato o il tutorato per i più giovani. Se la popolazione anziana invecchia in modo sano, inoltre, gli effetti positivi si misurano anche in termini di risparmio sui servizi socio-sanitari e sul consumo di farmaci.

In virtù dei vantaggi dell’invecchiamento attivo, l’attenzione dei governi e delle pubbliche amministrazioni, a livello internazionale e nazionale, si è concentrata su politiche ad hoc, studiate per promuovere iniziative e attività finalizzate a sensibilizzare la collettività su questo tema.

Ad esempio, con l’obiettivo di misurare le modalità di invecchiamento in diversi contesti geografici, nel 2012 – proclamato “Anno Europeo dell’Invecchiamento attivo e della solidarietà intergenerazionale” – la Commissione Europea e la Commissione Economica per l’Europa delle Nazioni Unite hanno introdotto l’indice di invecchiamento attivo. Vediamo meglio di cosa si tratta.

L’indice di invecchiamento attivo

L’indice di invecchiamento attivo punta a offrire l’istantanea della popolazione anziana sulla base di 22 indicatori suddivisi in quattro macro aree:

  • attività lavorativa;
  • partecipazione attiva alla vita sociale;
  • possibilità di condurre una vita autonoma in salute e in sicurezza;
  • capacità, abilità e contesto favorevoli all’invecchiamento attivo.

Questo strumento ha quattro obiettivi:

  • monitorare e comparare gli effetti dell’invecchiamento attivo a livello internazionale, nazionale e locale;
  • mettere in risalto il potenziale della popolazione anziana in termini di partecipazione alla vita economica e sociale;
  • promuovere un ruolo più attivo e una maggiore autonomia degli anziani;
  • offrire spunti per politiche più adeguate alle reali esigenze di questa fascia di popolazione.

I fattori che incidono sull’invecchiamento attivo

Secondo gli esperti, l’opportunità di invecchiare in modo sano e attivo è strettamente connessa ad alcuni fattori specifici tra cui lo stile di vita, la resilienza e la rete sociale dell’anziano. Vediamo nel dettaglio ognuno di essi.

Stile di vita

Essere in buona salute è un elemento fondamentale per il processo di invecchiamento attivo: perché ciò avvenga è importante mettere in atto delle buone prassi come seguire un’alimentazione corretta, praticare regolarmente attività fisica, continuare a svolgere attività ricreative e acquisire competenze tecnologiche.

Incide in modo significativo anche il tipo di professione svolta: in generale, tutti i lavori che mettono in campo strategie di sviluppo, risoluzione di conflitti e attività gestionali tendono a proteggere maggiormente dal declino mnemonico e cognitivo. 

Resilienza

La resilienza, intesa come la capacità di sviluppare le proprie potenzialità anche in contesti caratterizzati da avversità e da situazioni percepite come ostili, incide sensibilmente sull’invecchiamento attivo, in particolare in presenza di risorse individuali come autonomia, abilità comunicative, visione equilibrata della vita e atteggiamento positivo verso gli altri.

Dalle ricerche condotte in merito risulta che gli anziani resilienti sono persone in grado di focalizzare l’attenzione non solo sulle difficoltà, ma soprattutto sulle possibilità di riuscita e che reagiscono in modo costruttivo, riflettendo sulle strategie da attuare per migliorare la qualità della propria vita e sviluppare una visione positiva del futuro.

La rete sociale

Con la terza età, in genere, aumenta il tempo a disposizione, elemento che in questa fase della vita può generare momenti di solitudine. La possibilità di contare su una solida rete sociale è quindi un elemento in grado di supportare l’anziano.

Le interazioni sociali e il tempo trascorso con i familiari e con il coniuge sono importanti perché hanno un impatto positivo sulle condizioni di salute e incidono in modo significativo sul processo di invecchiamento. Le esperienze di vicinato e i rapporti che implicano un coinvolgimento sociale, inoltre, favoriscono una visione positiva della vita e ne migliorano nettamente la qualità.

5 consigli per promuovere l’invecchiamento attivo

Come abbiamo visto, dunque, l’invecchiamento attivo si basa su pilastri come lo stile di vita, la resilienza e la rete sociale, elementi chiave che racchiudono i principali aspetti da coltivare nell’ottica di una vita piena e appagante durante la terza età.

Per promuovere questo meccanismo sarà importante mantenere l’equilibrio tra corpo e mente riservando grande cura a 5 aspetti in particolare. Vediamoli insieme.

Alimentazione

Come abbiamo anticipato, seguire un regime alimentare sano è parte integrante di qualsiasi progetto di invecchiamento attivo. Ecco perché è molto importante dare spazio ai nutrienti giusti come fibre e proteine, senza dimenticare che, con l’avanzare dell’età, l’individuo può anche andare incontro a una diminuzione dell’appetito.

In un buon piano alimentare, poi, non devono mancare una corretta idratazione e l’assunzione di vitamine, preziose alleate del sistema immunitario.

Attività fisica

Fare regolare movimento, calibrato sulle proprie condizioni fisiche e di salute, è un altro dei segreti per mantenersi attivi durante la terza età. Dedicare circa mezz’ora al giorno a semplici esercizi fisici, alla ginnastica dolce o fare una passeggiata è un buon modo per rafforzare l’organismo e sentirsi in forma: in questo caso il segreto è la costanza.

Vita sociale

La vita sociale offre all’anziano la possibilità di mantenersi dinamico stimolando corpo e mente. È un elemento che riassume tutte le prerogative dell’invecchiamento attivo perché, oltre a rinsaldare i rapporti con gli altri attraverso attività di gruppo come incontri, laboratori, passeggiate e gite, offre importanti stimoli cognitivi, soprattutto se l’anziano svolge in compagnia attività ricreative che consentono di mantenere la mente allenata, come ad esempio i giochi di carte, i puzzle o gli scacchi, che rappresentano un’occasione di svago e di socialità.

Hobby

Gli hobby da svolgere individualmente o da condividere rappresentano per tanti anziani un momento importante della quotidianità, non solo per tenere mente e corpo allenati, ma soprattutto per continuare a beneficiare delle gioie di una vita piena e appagante. Dedicarsi a piccoli lavori creativi, alla cucina, alla pittura, o magari ritagliarsi un ruolo attivo nel volontariato, regala inoltre grande motivazione ed è un potente antidoto contro la depressione.

Per molti anziani, poi, in questa fase della vita è molto importante partecipare attivamente alla vita familiare prendendosi cura dei nipoti o svolgendo piccole commissioni per i propri figli.

Sicurezza

La terza età è una fase della vita in cui è molto importante la serenità. In quest’ottica, un elemento da non sottovalutare è la sicurezza intesa come solidità in termini di risorse economiche, infrastrutturali e sociali: la possibilità di contare su una casa propria, una solida rete sociale e un’entrata sufficiente a provvedere alla propria quotidianità è un elemento cruciale dell’invecchiamento attivo. Per gli anziani è inoltre fondamentale essere in grado di riconoscere e valutare eventuali situazioni di rischio per la propria incolumità o per la propria salute.

Progetti  legati all’invecchiamento attivo: l’esempio delle mappe di comunità

Sul fronte delle buone pratiche in materia di invecchiamento attivo, nel 2019 il Dipartimento per le Politiche della famiglia e l’Istituto nazionale Riposo e Cura per anziani hanno dato avvio ai lavori per creare un coordinamento partecipato multi livello dedicato proprio alle politiche sull’invecchiamento: il progetto punta a coinvolgere regioni, ministeri, società civile e ricerca per dare vita a un modello operativo condiviso e omogeneo a livello locale e su tutto il territorio nazionale.

In questa cornice istituzionale sono sempre più numerose le iniziative messe in campo a livello territoriale da pubbliche amministrazioni e università che lavorano per promuovere nella popolazione anziana l’esperienza dell’invecchiamento attivo. Tra le più interessanti c’è quella legata alle mappe di comunità. Vediamo nel dettaglio di cosa si tratta.

Le mappe di comunità

Nate negli anni Ottanta nel Regno Unito, le mappe di comunitàrappresentano una soluzione per coinvolgere i cittadini nei processi decisionali che riguardano i luoghi in cui abitano: è il modo in cui la collettività si appropria dei luoghi di appartenenza attraverso una rappresentazione cartografica.

Questa pratica è stata al centro di un’iniziativa interdipartimentale dell’Università di Udine che ha coinvolto laureandi, anziani dell’Università della terza età e studenti del locale liceo artistico: l’obiettivo era rappresentare il territorio attraverso le sue caratteristiche paesaggistiche, architettoniche e culturali con lo scopo finale di creare una mappa dettagliata dei diversi luoghi e dei loro tratti distintivi da usare per orientare processi decisionali e direttrici per lo sviluppo futuro.

La mappa di comunità, intesa come strumento partecipativo da impiegare per coinvolgere la popolazione anziana in queste dinamiche, rappresenta un’attività in linea con il concetto di invecchiamento attivo e aiuta a integrare l’anziano nella comunità di appartenenza offrendogli stimoli necessari a condurre una vita piena e serena.

L’assistenza domiciliare come strumento per promuovere l’invecchiamento attivo

Perseguire un invecchiamento attivo è molto importante per il benessere durante la terza età: in quest’ottica un’assistenza adeguata gioca un ruolo fondamentale perché offre all’anziano la possibilità di seguire una dieta equilibrata, riduce il peso della solitudine e lo aiuta a mantenere mente e fisico in attività.

Attraverso i suoi programmi di assistenza domiciliare per anziani la rete di PrivatAssistenza promuove l’invecchiamento attivo: grazie ai suoi oltre 200 centri presenti su tutto il territorio nazionale, è infatti in grado di rispondere a qualsiasi esigenza assistenziale.

Il personaledi PrivatAssistenza supporta l’anziano in diversi ambiti della quotidianità. Spesso anche in assenza di particolari problemi di salute può essere necessario un aiuto, ad esempio, nella preparazione dei pasti o nello svolgimento di alcune attività: su questo fronte, gli operatori di PrivatAssistenza, tutti altamente qualificati, rappresentano un valido aiuto per l’anziano, non solo fra le mura domestiche. Possono infatti accompagnarlo a fare visite di controllo, stimolarlo nello svolgimento di attività motorie e aiutarlo a tenere vive le relazioni sociali, tutti aspetti importantissimi per minimizzare i possibili effetti della solitudine.

Scegliendo i nostri centri potrai accedere a servizi personalizzabili e disponibili anche durante i festivi.Potrai inoltre sempre contare su interventi tempestivi e su una reperibilità 24 ore su 24.

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