Demenza e perdita di memoria possono essere evitate grazie ai videogiochi

14 dicembre 2021 Studi e ricerche
videogiochi contro demenza senile

La demenza senile è una delle problematiche principali quando si parla di invecchiamento. Del resto, sono oltre 5 milioni le persone che al giorno d’oggi sono affette da Alzheimer o altre malattie correlate alla demenza da invecchiamento.
Proprio per questa grande diffusione del fenomeno, sono molte le ricerche attuate per trovare una soluzione, puntando alla riduzione dei suoi effetti sui soggetti colpiti. Tra questi studi ve n’è uno particolarmente interessante che di recente ha dimostrato come condurre determinate attività come, per esempio, giocare ai videogiochi per 30 minuti al giorno potrebbe ridurre significativamente il rischio di demenza negli anziani.

La ricerca che dimostra gli effetti dei videogiochi sulla memoria

Gli obiettivi principali dello studio erano quelli di testare come l’influenza dei videogiochi su memoria e salute cognitiva di determinati soggetti anziani per ritrovarne un’eventuale correlazione. Durante il periodo di ricerca è stato chiesto a diversi partecipanti, di età variabile ma sempre oltre i 60 anni, di giocare dai 30 ai 45 minuti al giorno ai videogiochi per durata totale di 4 settimane. In questi appena 30 giorni di esperimento, i ricercatori hanno inoltre condotto alcuni test di memoria per valutare i soggetti durante e alla fine del periodo di studio.

I risultati della ricerca sull'utilizzo di videogiochi e le abilità cognitive

I risultati hanno rilevato come la qualità cognitiva dei soggetti e le loro abilità mnemoniche fossero sensibilmente migliorate già nelle prime due settimane dell’esperimento a seconda della tipologia di videogioco usufruito. Infatti, sembrerebbe che videogiochi con ambientazioni 3D particolarmente immersive siano molto più efficaci nella riduzione del rischio di demenza o di stadi avanzati della malattia.

Altre ricerche hanno poi evidenziato, attraverso l’imaging celebrale su un campione di anziani sani, un aumento del volume della materia grigia nell’ippocampo e nel cervelletto, oltre a diversi miglioramenti nella memoria breve termine per i soggetti che quotidianamente giocano ai videogiochi. Secondo quanto riportato dall’autore dello studio, il professor Gregory West, “i videogiochi 3D spingono il cervello a creare una rappresentazione mentale dell’ambiente virtuale che si sta esplorando e la conseguente stimolazione dell’ippocampo aumenta sia l’attività funzionale che la materia grigia in questa regione”.

Ecco spiegato come i videogiochi, attraverso l’attivazione dell’ippocampo, possono ridurre il rischio di demenza.

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