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Contratto badante, gli obblighi di legge

Contratto badante, gli obblighi di legge

GUIDA BADANTE: VADEMECUM PRIVATASSISTENZA PER SELEZIONARE, ASSUMERE E GESTIRE UNA BADANTE CONVIVENTE: Contratto badante, gli obblighi di legge.

Scegliere la badante giusta, di per sé, non è facile. Assumerla correttamente, poi, può essere un lungo e intricato iter tra regolamenti da conoscere e adempimenti di cui occuparsi, pena sanzioni a carico del datore di lavoro. Ecco quello che devi sapere per rispettare gli obblighi di legge in merito al contratto per badante.

Nel momento in cui si va a stipulare un contratto per badanti, c’è innanzitutto da avere ben chiara in mente la distinzione tra persone autosufficienti e non autosufficienti da assistere, oltre alle mansioni che la figura assunta si ritroverà a svolgere. Infatti, in base a se ci si occuperà di persone bisognose di sorveglianza continuativa o in grado di compiere le principali attività di cura della propria persona, e secondo le attività richieste e le qualifiche del professionista, occorrerà inserire a contratto l’inquadramento corretto:

La badante assunta per servizi familiari in questo contesto non si occuperà di assistere persone, ma di svolgere mansioni relative alla vita famigliare. Può essere di due livelli: A e Super A, con esperienza professionale inferiore a 12 mesi e mansioni generiche, o B, con esperienza professionale superiore a 12 mesi e mansioni richiedenti specifiche capacità professionali.

In questo caso la badante si occupa dell’assistenza e della cura della persona, con mansioni di carattere non sanitario. È di Livello B Super, se assiste persone autosufficienti, svolgendo mansioni di vitto e pulizia della casa, mentre è di Livello C Super se, pur non possedendo diploma professionale, vanta specifiche capacità che permettono di svolgere anche attività di responsabilità, occupandosi di persone non autosufficienti e svolgendo mansioni domestiche. Coloro che, invece, sono dotati di diploma specifico della durata superiore alle 500 ore rientrano nel D Super, con piena autonomia decisionale e varie responsabilità, rispetto a persone non autosufficienti e alla casa.

Badante non convivente e convivente: quali sono le differenze?

Una badante non convivente, indipendentemente dal livello a cui appartiene, può svolgere da 1 a 40 ore di lavoro alla settimana. La giornata lavorativa non può superare le 8 ore e la domenica è il giorno di riposo.

Il costo di una badante non convivente è più alto rispetto a quello di una convivente, poiché in caso di convivenza l’assistito contribuisce fornendo vitto e alloggio, abbassando quindi il compenso minimo da corrispondere al lavoratore.

Rispetto alla stipula del contratto per badante convivente, invece, troviamo ulteriori specifiche da rendere esplicite sui documenti di lavoro, come la tipologia di contratto secondo soglie di impegno orario:

In tutti i casi sopra menzionati, pur variando gli spazi di libertà per durata e frequenza a cui ha diritto il lavoratore, vedono sempre una paga fissa mensile indipendente dalle ore effettive di lavoro, mentre i contributi vengono calcolati sulla base delle ore lavorate.

Definito l’inquadramento, le mansioni, i permessi settimanali e l’impiego orario, per completare secondo legge il contratto di lavoro della badante, occorrerà anche esplicitare retribuzione, durata del contratto ed eventuale situazione alloggiativa e di vitto, nel caso di badante convivente.

Adempimenti di legge per la cessazione

Allo stesso modo, vale in tutti i casi il seguente iter per la chiusura e liquidazione del contratto: dalla data di cessazione del rapporto lavorativo, che si tratti di licenziamento, scadenza o dimissioni, occorre mandare entro 5 giorni l’opportuna comunicazione all’INPS ed entro i 10 giorni successivi devono essere versati i contributi, le ferie non godute e il TFR maturato mensilmente nel periodo di lavoro.

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