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Contratto badante: costi, stipendio, contributi

Contratto badante: costi, stipendio, contributi

Quanto costa una badante? In Italia, non esistendo una legge sul salario minimo, gli estremi del contratto sono definiti dal Ccnl per i lavoratori domestici. In questa pagina, tutto ciò che devi sapere su assunzione, compenso, versamento dei contributi e liquidazione della badante.

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Badante e salario minimo

I nuovi minimi retributivi per la busta paga della badante sono stabiliti anche tenendo in considerazione la convivenza o meno della badante con l’anziano.

Gli stipendi minimi delle badanti conviventi per l’anno 2020 sono pari a:

Le parti possono anche decidere di non applicare il Ccnl al proprio rapporto di lavoro, resta però in essere l’obbligo di stipulare un contratto con la badante in grado di riconoscerle una retribuzione almeno pari ai minimi retributivi previsti dal Ccnl. Al salario minimo si deve poi aggiungere un’altra mensilità (tredicesima) da corrispondere alla badante entro il mese di dicembre. Tale mensilità deve essere pari alla retribuzione maggiorata dell’indennità sostitutiva di vitto e alloggio.

I contributi orari per le badanti

Indipendentemente dal giorno di assunzione della badante, il datore di lavoro deve presentare regolare busta paga alla fine di ogni mese, indicando i giorni lavorati della badante, ferie e permessi goduti, e ore di straordinario. La paga deve invece essere liquidata entro e non oltre il mese successivo a quello lavorato, e la busta paga della badante deve essere consegnata al lavoratore dipendente, mentre una copia deve essere conservata dal datore di lavoro.

I contributi, gli importi dovuti all’INPS per chi ha alle proprie dipendenze un lavoratore domestico, devono essere liquidati ogni trimestre entro il giorno 10 dei mesi di aprile, luglio, ottobre e gennaio, posticipabili nel caso cadesse di domenica. Nel caso di cessazione del rapporto di lavoro, invece, i contributi dell’ultimo trimestre vanno versati entro 10 giorni dalla data di cessazione del rapporto.

Il calcolo dei contributi, per l’anno 2020, ha tenuto conto della variazione dei prezzi al consumo stimati dall’Istat e sono stati inoltre confermati il contributo addizionale dell’1,4% della retribuzione imponibile ai fini previdenziali per chi ha un rapporto di lavoro a tempo determinato e l’aliquota contributiva dovuta per l’Assicurazione Sociale per l’Impiego (NASpI) dai datori di lavoro soggetti al contributo CUAF. Il versamento dell’IRPEF, liquidato in busta paga, è invece a carico del lavoratore, che dovrà presentare annualmente il modello 730.

Se l’orario di lavoro della badante è inferiore a 24 ore settimanali, il contributo orario fa riferimento a tre diverse fasce di retribuzione; se l’orario di lavoro è invece di 24 ore settimanali o più, il contributo è fisso.

I contributi orari definiti per l’anno 2020 (senza contributo addizionale) sono:

Per il pagamento dei contributi della badante, il datore di lavoro può fare affidamento su diverse modalità:  

Licenziamento della badante

La ricerca e selezione di una badante può essere molto complicata, ma anche il licenziamento può essere complesso. Occorre sapere che il licenziamento di colf e badanti è sempre possibile, anche senza particolari motivazioni giustificative. Pertanto, per il datore di lavoro non sarà necessario specificare il motivo del licenziamento per interrompere il rapporto di lavoro con la badante, salvo l’obbligo di preavviso, o in caso di licenziamento immediato, pagando la relativa indennità sostitutiva.

Il preavviso di licenziamento non è poi contemplato in caso di licenziamento per giusta causa, ossia in presenza di comportamenti molto gravi del lavoratore, come furto e maltrattamenti verso l’anziano, che interrompono la fiducia da parte del datore del lavoro e inficiano il proseguimento del rapporto lavorativo.

Dimissioni della badante

Nel caso di dimissioni della badante, il dipendente può manifestare questa volontà in qualsiasi forma, anche verbalmente.

Il lavoratore domestico è infatti escluso dall’obbligo, previsto invece per tutti gli altri lavoratori dipendenti, di comunicare le proprie dimissioni con procedura telematica.

Liquidazione della badante

Indipendentemente da come il rapporto di lavoro sia giunto a termine (licenziamento, dimissioni, decesso dell’assistito o fine contratto), il dipendente ha diritto alla liquidazione.

Il TFR è l’indennizzo da erogare al lavoratore al termine del contratto di lavoro, ed è un’indennità che matura mensilmente. Viene calcolato sull’ammontare delle retribuzioni percepite nell’anno, comprensive del valore convenzionale di vitto e alloggio, diviso per 13,5. Tali quote sono poi incrementate dell’1,5% annuo, e del 75% dell’aumento del costo della vita, con esclusione della quota maturata nell’anno in corso.

Per il rapporto di lavoro in regime di convivenza, o di non convivenza con orario settimanale superiore alle 24 ore, il T.F.R. è determinato:

Per persone occupate meno di 24 ore settimanali il TFR è invece così calcolato:

Le indennità vengono calcolate sulla base dell’ultima retribuzione e il valore della giornata lavorativa è ottenuto dividendo l’importo della retribuzione settimanale per 6, o dividendo l’importo della retribuzione mensile per 26. Questi importi devono poi essere maggiorati della tredicesima mensilità.

Nel calcolo dell’indennità va rispettato anche il preavviso, quindi in caso di mancato adempimento del periodo di preavviso da parte del datore di lavoro, al TFR maturato dovranno essere aggiunti tanti mesi di anticipo quanto previsti dalle regole del preavviso stabilite dal Ccnl.

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