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Polipi intestinali: tutto quello che c’è da sapere.

Molto spesso sentiamo parlare di polipi intestinali. Ma di cosa si tratta con esattezza? Questo nostro articolo vuole fornire un approfondimento sul tema utile a conoscere meglio questo fenomeno e a sfatare qualche luogo comune su di esso.

Cosa sono Partiamo col dare la definizione di polipo intestinale: si tratta di aree irregolari, una sorta di escrescenze, che si formano sulla mucosa del colon. Oltre il 90% dei polipi diagnosticati sono di natura benigna, solo un 10% contengono un tumore maligno (non il contrario come spesso si sente dire).

Perché si sviluppano Il motivo per il quale nel colon, in particolare nell’ultima parte dell’intestino, vengono a formarsi questi polipi è presto detto: il nostro stile di vita occidentale. Una dieta ricca di grassi animali, abitudini dannose come fumo, alcool, sedentarietà e obesità, e una buona dose di ereditarietà sono i fattori di rischio più diffusi. Invitati a tenere alta la guardia e a sottoporsi a screening periodici sono gli individui con un’età superiore ai 50 anni, maggiormente predisposti.

La diagnosi Purtroppo, essendo asintomatici, non è affatto facile individuare i polipi intestinali. Potrebbe esserne segnale la presenza di muco o sangue nelle feci, magari associata ad anemia. Questi sintomi saranno tanto più gravi quanto più grande è il polipo.

Gli esami utili ad accertare la presenza di polipi intestinali sono l’analisi delle feci e la colonscopia, soprattutto nelle persone che hanno una familiarità per i polipi o, comunque, superati i 50 anni.

Superati i 55 anni tutti dovrebbero fare periodicamente uno screening per verificare la presenza di sangue occulto nelle feci. In caso di esito positivo sarà indispensabile sottoporsi alla colonscopia per accertare la presenza dei polipi.

Tipologie di polipi I polipi intestinali non sono tutti uguali, anzi, possono essere classificati in base alla loro forma. I più diffusi sono:

  • polipi peduncolati: sporgono dalla parete come un fungo e possono essere rimossi con estrema facilità agganciandoli e recidendoli;
  • polipi sessili: sono piatti, aderenti alla parete dell’intestino. La loro rimozione chirurgica è più difficoltosa perché si dovrà staccare il polipo stesso dalla parete ripetendo la manovra diverse volte.

In moltissimi casi già durante l’esame colonscopico sarà possibile asportare i polipi. Seguiranno indagini più approfondite per valutare se sia necessario intervenire per rimuovere anche il tratto di intestino interessato.

La prevenzione Per ridurre al minimo il rischio di sviluppare polipi intestinali sarebbe bene:

  • non fumare;
  • ridurre l’utilizzo di grassi animali;
  • svolgere attività fisica regolarmente;
  • limitare gli alcolici;
  • evitare il sovrappeso;
  • aumentare l’apporto di fibre nella nostra dieta.

In molte regioni italiane è stato attivato un programma di screening gratuito mediante la ricerca del sangue occulto fecale.

Le persone tra i 50 e i 74 anni vengono invitate dalla Asl mediante una lettera a ritirare il materiale per effettuare l’esame. In caso di esito negativo si dovrà ripetere l’esame ogni 2 anni, sempre su invito dell’Asl. Se i risultati sono positivi, invece, si eseguiranno ulteriori accertamenti per verificare che si tratti veramente di polipi intestinali; a volte un sanguinamento può dipendere anche da cause banali come ragadi, emorroidi o diverticoli.

L’importanza di uno stile di vita sano Con questo quadro generale del fenomeno speriamo di aver fatto luce su una patologia molto temuta ma, nella maggior parte dei casi, innocua. Ancora una volta emerge l’importanza di uno stile di vita sano ed equilibrato: dieta mediterranea e attività fisica costante sembrano riconfermarsi i cardini per una vita piena di salute.

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