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NON AUTOSUFFICIENZA: IN ITALIA SERVIZI REGIONALI A MACCHIA DI LEOPARDO

ROMA - Un paese caratterizzato da profonde differenze regionali sia per quanto riguarda la domanda di assistenza espressa dalla popolazione anziana sia per la disponibilità e le caratteristiche dei servizi offerti. È questo uno degli aspetti che emergono dal secondo Rapporto del Network per la non autosufficienza promosso dall'Irccs-Inrca e appena pubblicato dall'editore Maggioli. Il Rapporto, che fa riferimento ai risultati dell'Indagine multiscopo dell'Istat condotta su oltre 25 mila over 65 nel 2008, ricorda come le regioni del Sud siano quelle con la maggiore prevalenza di anziani non autosufficienti: a fronte di un tasso nazionale pari a 18,7%, la percentuale stimata raggiunge il 26,1% in Sicilia, il 24,2% in Puglia e il 22,8% in Calabria. Al Nord, il fenomeno ha invece dimensioni più contenute e le province autonome di Trento e Bolzano, con il 12,9%, si aggiudicano il primato per il livello di autonomia della popolazione anziana.

Quanto al livello di copertura dei servizi, Friuli Venezia Giulia ed Emilia Romagna sono le due regioni dove la spesa per l'assistenza domiciliare integrata (Adi) incide maggiormente sui costi complessivi della sanità: per un valore rispettivamente del 3% e del 2,1% circa. Le Marche, pur attestandosi al terzo posto in Italia per il valore di questo indicatore (circa 1,4%), nel corso del periodo 2001-2008 hanno visto ridursi la proporzione di spesa per assistenza domiciliare sul totale. Per questa regione, infatti, i dati sulla copertura del servizio sono rimasti pressoché invariati. Caso a parte è quello dell'Umbria (1,2%) dove, a fronte di un minore investimento nella domiciliarità, si è verificato ugualmente un netto incremento nella copertura del servizio. Il bacino di utenza non è poi uniforme sul territorio nazionale e in linea di massima nelle regioni del Nord il servizio è offerto a una platea più ampia di anziani. In Friuli Venezia Giulia e in Emilia Romagna rispettivamente il 7,3 ed il 6,1% degli over 65 sono inseriti nell'Adi.

Meno marcato lo squilibrio Nord-Sud per quanto riguarda la copertura del servizio di assistenza domiciliare (Sad), che nel 2006 è stato però assicurato solo all'1,8% degli anziani. Il servizio è stato garantito con maggior frequenza agli anziani della Valle d'Aosta (4,9%) e del Trentino Alto Adige (3,8%), ma anche ai siciliani (3,4%) e ai molisani (3,1%). Dall'indagine Istat (citata dal Rapporto) nel 2006 la spesa media stimata per ogni anziano trattato è pari a 1.646 euro, in leggero calo (-82 euro) rispetto all'anno precedente. Se in Calabria la spesa è di appena 605 euro per utente il costo medio raggiunge i 3.767 euro in Trentino-Alto Adige e quasi 4.500 euro in Valle d'Aosta.

Sostanzialmente stabile appare poi il ricorso all'istituzionalizzazione nel nostro paese. Relativamente al dato nazionale, nel 2001, il 3,1% degli over 65 è stato ospitato in strutture residenziali, mentre nel 2006 (anno dell'ultima rilevazione Istat) questo tasso è sceso leggermente al 3%. Il ricorso alla residenzialità avviene maggiormente nelle regioni del Nord: sono 8,1 su 100 gli anziani che usufruiscono di cure in istituti nel Friuli Venezia Giulia, 6,5 nel Trentino Alto Adige, 5,5 nel Piemonte. Di contro, nelle regioni del Sud il numero di anziani in residenze è piuttosto esiguo.

Per quanto riguarda, infine, il tasso di fruizione dell'indennità di accompagnamento per invalidità civile tra la popolazione anziana, nel 2007 è stato pari all'11,9%. In Umbria, però ne hanno beneficiato ben 19 anziani ogni 100, nel Trentino Alto Adige appena 9 anziani su 100. Nel complesso, però, è presso le regioni del Sud che lo strumento dell'indennità conosce una maggiore diffusione. In Abruzzo, Calabria, Campania, Sardegna e Umbria, infatti, il tasso di popolazione anziana che beneficia dell'indennità di accompagnamento è il più elevato in Italia. Di contro, la rete residenziale è scarsamente sviluppata: 1,4% anziani istituzionalizzati.

Fonte: superabile.it

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