NON AUTOSUFFICIENZA, GLI INTERVENTI DEL GOVERNO? C'È ANCORA MOLTO DA FARE
ROMA - Il bilancio dell'operato dell'attuale governo a metà mandato (2008-2010) in materia di assistenza continuativa agli anziani non autosufficienti "non può che essere negativo". Non lascia spazio ad interpretazioni il secondo Rapporto sull'assistenza agli anziani non autosufficienti in Italia, promosso dall'Irccs-Inrca per il Network nazionale per l'invecchiamento. Secondo lo studio, infatti, sono parecchie le scelte discutibili del governo, come la mancanza di una progettualità per il Fondo per la non autosufficienza, così come le "occasioni perse" per dare una svolta a situazioni complesse, come nel caso degli interventi straordinari sulle invalidità civili e la sanatoria delle badanti.
Secondo il rapporto, in tema di assistenza continuativa degli anziani non autosufficienti, le scelte del governo portate avanti a metà mandato "hanno originato interventi senza progettualità". Lo studio lamenta, infatti, l'assenza di un progetto legato al Fondo per le non autosufficienze. Il Fondo, spiegano gli autori, necessita di una pianificazione "su base triennale, così da offrire riferimenti certi", oltre che di obiettivi precisi e misurabili a livello regionale. A questo si aggiunge la promulgazione del decreto sulle assicurazioni integrative "avulsa da un progetto complessivo di sviluppo del sistema". Sempre in tema di scelte rivolte all'assistenza continuativa, il rapporto indica anche quelle che gli autori ritengono "occasioni perdute". Si tratta di quegli interventi, spiegano, che hanno puntato "solo sui loro sintomi, senza attaccare le cause". Come nel caso degli interventi sulle prestazioni monetarie d'invalidità civile. "Davanti all'evidenza di un aumento della spesa complessivo per le invalidità del 47% tra il 2002 e il 2009 - si legge nel testo -, si è puntato sui controlli straordinari tesi a scovare i "falsi invalidi". Il 90% dell'incremento di spesa, però, è dovuto all'indennità di accompagnamento fruita per lo più da anziani". Altra occasione mancata, spiega ancora lo studio, riguarda la sanatoria del settembre 2009, considerata come un intervento "esclusivamente di politiche migratorie", quando invece, ha riguardato "i nodi centrali dell'assistenza continuativa, cioè quelli concernenti il care fornito agli anziani dalle badanti".
Per quel che riguarda le scelte del governo che hanno avuto forti ricadute sull'assistenza continuativa, il rapporto punta il dito sulla riduzione dei posti letto nella sanità acuta prevista dal Patto per la Salute 2010-2012. "Questa diminuzione, infatti, incrementerà ulteriormente le domande d'intervento per la rete di assistenza continuativa nel territorio". Tutto questo, continua il testo, "mentre la manovra correttiva per il biennio 2011-2012 è destinata a produrre un forte impatto sui bilanci dei Comuni, mettendo in difficoltà la loro già non ampia disponibilità di servizi e interventi per gli anziani". Positivo il giudizio che riguarda le scelte in tema di "strumenti". In quest'ambito, infatti, lo studio segnala "lo sviluppo di una infrastruttura informativa nazionale che dovrebbe permettere nell'arco di 2 o 3 anni un decisivo salto in avanti nella disponibilità d'informazioni riguardanti i sistemi regionali". Ma tra i quattro punti di analisi, resta l'unica voce ad aver registrato un commento positivo.
L'ultimo capitolo di analisi riguarda le azioni tese a disegnare scenari futuri, che torna ad evidenziare una mancanza di progettualità generale. La prima delle preoccupazioni espresse nello studio è la "sostanziale assenza della non autosufficienza dal dibattito sul federalismo". "Senza sbocchi" anche la proposta dell'esecutivo di puntare prioritariamente sui fondi integrativi. Ad oggi, secondo il rapporto, "in nessun paese dell'Ocse si sono sviluppate forme di assicurazione collettive in misura rilevante" e, secondo gli autori, a livello internazionale sono in tanti a ritenere che non possano costituire la principale risposta alla crescente presenza della non autosufficienza: "Possono solo svolgere un efficace ruolo complementare nell'ambito di una strategia che metta al centro l'ampliamento della responsabilità pubblica", dicono. Un insieme di note critiche che trovano spiegazione anche nel fatto che "si tratta della prima legislatura da metà anni Novanta con il tema della riforma nazionale dell'assistenza continuativa totalmente assente dall'agenda politica", su cui, spiega il rapporto, si potrebbe iniziare a lavorare da subito, anche se per ottenere una più incisiva azione di governo oggi "è necessaria una maggiore attenzione della politica, in questa legislatura sinora assente".
Fonte: superabile.it
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