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E' il dato che emerge dal Rapporto Mondiale Alzheimer 2011 "I benefici di diagnosi e interventi tempestivi"Milioni di malati non ricevono la diagnosi di Alzheimer

I tre quarti dei 36 milioni (quindi circa 27 milioni) stimati di persone con demenza nel mondo non ricevono una diagnosi e non beneficiano né di informazioni né di trattamenti.
E' uno dei dati emersi dal Rapporto Mondiale Alzheimer 2011 "I benefici di diagnosi e interventi tempestivi" diffuso durante una conferenza stampa a Milano, in contemporanea da Alzheimer's Disease International (ADI), Alzheimer's Association USA e Federazione Alzheimer Italia, in occasione della XVIII Giornata Mondiale Alzheimer, che si terrà il 21 settembre 2011. Come ha spiegato Gabriella Salvini Porro, presidente della fondazione italiana, "è dimostrato che la diagnosi viene fatta dopo 3 anni, cioè con un ritardo molto importante, in quanto spesso i sintomi di questa patologia vengono confusi con altre cause. Una diagnosi precoce aiuta la persona colpita, ma anche la sanità pubblica, in quanto potrebbe far risparmiare 10.000 dollari per malato". Dal rapporto mondiale è emerso che: "nei Paesi ad alto reddito solo il 20-50% dei casi di demenza sono riconosciuti e documentati. Nei Paesi a basso e medio reddito la percentuale e' del 10%; la mancata diagnosi è spesso il risultato della falsa convinzione che la demenza sia parte del normale invecchiamento e che non ci sia nulla da fare. Al contrario, il Rapporto dimostra che trattamenti mirati possono fare la differenza, anche nello stadio iniziale della malattia; farmaci e interventi psicologici possono migliorare cognitività, indipendenza e qualità di vita delle persone con demenza allo stadio iniziale. Supporto e counselling ai familiari possono migliorare l'umore, ridurre lo stress e ritardare l'istituzionalizzazione delle persone con demenza; i governi, preoccupati per l'aumento dei costi delle cure a lungo termine della demenza, dovrebbero "spendere ora per risparmiare più tardi".

Il Rapporto, redatto da un gruppo di ricercatori guidati dal professor Martin Prince dell'Istituto di Psichiatria del King's College di Londra, contiene la revisione globale e sistematica delle evidenze sulla diagnosi e sugli interventi tempestivi nella malattia di Alzheimer, e arriva a una triste conclusione: la maggior parte delle diagnosi di demenza attualmente viene effettuata con grave ritardo provocando un altrettanto grave "ritardo nel trattamento". Ciò limita molto l'accesso a informazioni, terapie, cura e sostegno e aggrava i problemi di tutti i soggetti coinvolti: malati, familiari, società e sistemi sanitari. Un problema anche italiano. Fonte:sanitànews
Per approfondimenti: World Alzheimer Report 2011 www.alz.co.uk/research/WorldAlzheimerReport2011.pdf

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