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Lo stress: nemico o alleato?

Lo stress: nemico o alleato?

Tutti, ormai, conosciamo o abbiamo avuto a che fare in qualche modo con lo stress. Le nostre vite, sempre più veloci e impegnate, ci sottopongono a pressioni continue e difficili da gestire fino a provocare nel nostro organismo una risposta psicofisica: lo stress, appunto.

A causa dei radicali liberi prodotti da situazioni di stress continuativo, questo “fenomeno” è la principale causa di numerosi problemi di salute e dell’invecchiamento precoce. Inoltre il cortisolo, uno degli ormoni steroidei che si genera in situazioni di stress ossidativo, provoca anche l’invecchiamento del cervello e svariate patologie cardiovascolari e neurodegenerative.

Non tutto lo stress, però, viene per nuocere! Ci sono dei casi in cui non è dannoso, anzi produce degli effetti benefici per tutto l’organismo. Quando siamo sottoposti a piccoli stress discontinui, come l’esposizione al caldo o al freddo, l’organismo attiva una sorta di barriera per proteggersi (risposta da shock termico) e si adopera per rinforzare le cellule, rendendole più longeve. Sandy Westerheide, della Northwestern University, ha scoperto che a regolare la risposta da shock termico è la proteina Sirt1. È assodato che troppa tensione risulta dannosa, ma questo studio mostra chiaramente che un leggero stress allunga la vita. Un altro esempio di stress leggero in grado di stimolare la Sirt1 è una dieta povera di calorie. L’obiettivo finale degli scienziati sarebbe quello di riuscire ad attivare “a comando” una reazione da shock termico di modo che le nostre cellule vengano rinforzate e, conseguentemente, si invecchi meglio. Così facendo sarà anche possibile riparare i danni provocati da malattie neurodegenerative come i morbi di Alzheimer ediHuntington.

Gli effetti sull’intero organismo, però, sono ancora da verificare; recenti ricerche sembrano mostrare la comparsa di effetti collaterali dovuti da un’eccessiva attivazione di Sirt1. Occorre quindi trovare un delicato equilibrio per poter dare il via a terapie basate sull’attivazione della suddetta proteina.

La strada della ricerca è ancora lunga ma appare già abbastanza chiaro che lo stress non debba essere considerato solo nei suoi aspetti negativi ma vada studiato anche per i suoi potenziali effetti benefici, utili per la cura di molte malattie.

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