L'assistenza agli ipovedenti costa 4,4 MLD: investire in diagnosi precoce
La diagnosi precoce nei disturbi della vista ''e' fondamentale per evitare che questi portino a casi di cecità o ipovisione. La prevenzione in tal senso e' fondamentale non solo per la salute delle persone, ma anche per il danno economico che ciò produce allo Stato, che ogni anno perde 2,2 miliardi in produttività, per il fatto che questi pazienti non possono lavorare''.
Lo ha sottolineato Giuseppe Castronovo, presidente della sezione italiana dell'Agenzia internazionale per la prevenzione della cecità (Iapb) all'inaugurazione del simposio internazionale sulla riabilitazione dell'ipovedente.
''In Italia si stima che vi siano circa 1,5 milioni di ipovedenti. Secondo uno studio - ha spiegato - che abbiamo commissionato all'Università Luiss, ogni anno lo Stato spende 4,4 miliardi di euro, in modo diretto o indiretto, per l'assistenza a pazienti ciechi e con patologie oculari invalidanti. Con una diagnosi e una cura precoci si stima che il risparmio possa essere tra il 9% e il 34%''.
Quello delle patologie oculari e', tra l'altro, un problema ''destinato a crescere - ha aggiunto il ministro della Salute, Ferruccio Fazio - visto il progressivo invecchiamento della popolazione nel nostro Paese.
Basti pensare che in Europa le persone disabili incapaci di leggere e scrivere e non autonome per queste patologie, dopo gli 80 anni, sono tra il 10% e il 20%.
E' importante proseguire con l'attività di prevenzione e diffondere a livello regionale i servizi di riabilitazione visiva, attualmente non distribuiti in modo omogeneo''.
Fonte: sanitànew.it
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