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Dopo gli stravizi delle feste, mai argomento fu più attuale: l'eterna lotta contro il colesterolo!

Stando ai dati del 2016, oltre il 35% della popolazione soffre di ipercolesterolemia e più del 40% non sa nemmeno di avere dei livelli superiori alla norma. Un fenomeno veramente dilagante che ha quasi fatto scattare un allarme rosso. Allarme ulteriormente rafforzato dai dati sui decessi: il 44% sono dovuti a patologie del sistema cardiocircolatorio.

Cos’è il colesterolo? Innanzitutto partiamo col dare una definizione di colesterolo: si tratta di un grasso che svolge importantissime funzioni all’interno dell’organismo, indispensabile, quindi, per garantire le nostre funzioni vitali.

Tra le altre attività svolte:

  • è precursore della vitamina D;
  • favorisce la costruzione della parete delle cellule nel sistema nervoso;
  • consente la formazione degli ormoni sessuali;
  • è coinvolto nella digestione insieme alla bile.

Si caratterizza per essere insolubile in acqua quindi, per essere trasportato, ha bisogno di aggrapparsi a specifiche lipoproteine. Ne esistono di due tipi:

  1. quelle a bassa densità, LDL, che veicolano dal 60 all’80% del colesterolo e che tendono ad accumularsi generando vere e proprie placche che potrebbero impedire il normale flusso sanguigno;
  2. quelle ad alta densità, HDL, che ripuliscono le arterie catturando il colesterolo e trasferendolo ai tessuti e al fegato, dove viene smaltito.

Va da se che l’LDL altro non è che il colesterolo cattivo e l’HDL quello buono.

Si può parlare di ipercolesterolemia quando i valori nel sangue superano soglia 200 mg/dl. Tra i 200 e i 249 sarà una forma lieve, moderata tra i 250 e i 299, grave se supera i 300. Ovviamente più è alto il valore del colesterolo buono HDL minore sarà il rischio di malattie cardiovascolari e arteriosclerosi. Il ruolo dell’HDL è stato molto rivalutato negli ultimi anni tanto che oggi risulta più significativo il rapporto tra HDL e LDL rispetto al valore del colesterolo totale.

Da cosa è prodotto il colesterolo? Quasi l’80% del colesterolo è prodotto dal nostro organismo, in gergo tecnico si dice che ha origine endogena. Questo vuol dire che solo il 20% deriva dall’alimentazione che, pur avendo un peso ridotto, incide moltissimo. In quei pazienti nei quali la produzione “interna” è fisiologicamente elevata, si parla di ipercolesterolemia familiare.

Correggere lo stile alimentare, virando verso una dieta povera di grassi saturi, inciderà positivamente sui livelli di colesterolo nel sangue. Largo quindi a verdure (3-4 porzioni al giorno), legumi (2-3 volte alla settimana) e frutta, tutti alimenti ricchi di fibre vegetali che aiutano a ridurre l’assorbimento intestinale del colesterolo. Via libera anche al pesce: la particolare composizione del suo grasso permette di mangiarlo un paio di volte a settimana.

Semaforo rosso, o comunque moderazione, per latticini, uova e insaccati, ricchi di grassi animali. Quanto alla carne privilegiare i tagli magri ed eliminare eventuale grasso visibile; riguardo il pollame va assolutamente tolta la pelle. Da evitare i crostacei e i molluschi.

Per quanto concerne le cotture si consiglia il vapore, il microonde e la bollitura che sono da preferire alle fritture ed alle cotture in padella.

Stile di vita sano Non solo un’alimentazione che prediliga una dieta equilibrata, come quella mediterranea, ma anche uno stile di vita sano. Il fumo, per esempio, fa abbassare notevolmente i valori del colesterolo buono e quindi sarebbe bene smettere. Indicata anche una regolare e moderata attività fisica: camminata a passo svelto, nuoto, bici, ballo, calcio.

Anche il sovrappeso va eliminato, soprattutto se il grasso è concentrato sull’addome. I valori del girovita devono essere inferiori agli 88 cm per le donne e ai 103 cm per gli uomini. 

Nei casi più gravi questi accorgimenti non bastano: sarà allora opportuno contattare il proprio medico il quale prescriverà una specifica terapia.

Monitorare costantemente Abbiamo visto dai dati in apertura che un gran numero di persone ignorano di avere livelli di colesterolo superiori alla norma, questo perché molto spesso ci si trascura e non ci si sottopone ai controlli periodici. È di fondamentale importanza monitorare i livelli ematici di colesterolo, soprattutto quando si è avanti con l’età: il rischio di complicazioni è dietro l’angolo.

Molto spesso i nostri familiari più anziani hanno dei problemi nel recarsi negli ambulatori per effettuare le analisi, a questo proposito Privatassistenza propone tra i suoi servizi infermieristici a domicilio anche il prelievo sanguigno, con successiva consegna dei campioni al laboratorio analisi.

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