Carenze nutrizionali per gli anziani: come rimediare nel modo giusto
Spesso si cerca di evitare i rischi di deficit di vitamine e minerali senza risultati.
Si invecchia, e pian piano si comincia a mangiare meno e pure peggio.
Per ritrovarsi presto a fare i conti con carenze nutrizionali non da poco: vengono a mancare soprattutto i micronutrienti come vitamine e minerali, stando a quanto racconta uno studio pubblicato sul Journal of the American Dietetic Association.
Che rivela come oltre la metà degli over 50 e degli anziani tenti di arginare i danni attraverso i supplementi, che però in alcuni casi non sono sufficienti, in altri perfino eccessivi.
SUPPLEMENTI
I ricercatori hanno impiegato i dati raccolti attraverso il Multi-Ethnic Study of Atherosclerosis, che ha coinvolto 6.200 americani di 4 etnie diverse (caucasici, afroamericani, ispanici e cinesi).
I partecipanti hanno compilato diari alimentari attraverso cui si è risaliti alla composizione della dieta e all'apporto nutrizionale di ciascuno; anche le dosi di micronutrienti assunte attraverso integratori sono state registrate, quindi i ricercatori hanno calcolato se le quantità giornaliere raccomandate di ogni specifico nutriente venivano raggiunte o meno e quanto ciò fosse correlato all'uso di supplementi.
Che, almeno al di là dell'oceano, sono molto amati dagli adulti di mezza età e dagli anziani: oltre la metà di loro li consuma abitualmente, soprattutto le donne di etnia caucasica più anziane e colte.
I ricercatori hanno registrato piccole differenze fra i vari gruppi etnici, ma la tendenza di base è simile per tutti.
Così, ad esempio, gli integratori più comuni sono quelli a base di calcio o vitamina C e in tutti i gruppi etnici si osservano carenze nutrizionali.
Meno pronunciate in chi usa gli integratori, certo, ma anche in questi soggetti non mancano i problemi: il potassio risulta spesso al di sotto delle quantità giornaliere raccomandate, nonostante i supplementi; chi sceglie gli integratori ad alte dosi, invece, si espone a eccessi (supera i livelli quotidiani raccomandati il 15 per cento di chi usa supplementi ad alto contenuto di calcio, il 35 per cento degli utilizzatori di magnesio e il 7 per cento di chi prende integratori che apportano elevate quantità di vitamina C).
«Anche con l'aiuto dei supplementi molti adulti di mezza età e moltissimi anziani non arrivano a un introito nutrizionale adeguato per i micronutrienti», dice Pamela Schreiner, l'epidemiologa dell'università del Minnesota che ha condotto lo studio.
«Come se non bastasse, chi prende integratori che contengono vitamine o minerali in alte dosi spesso esagera dall'altro verso, finendo per eccedere le dosi giornaliere raccomandate».
ANZIANI
«Il rischio di malnutrizione, soprattutto nell'anziano, esiste e può dipendere da motivi genetici, di malassorbimento, infiammatori.
Come dimostra anche quest'ultimo lavoro statunitense, per alcuni i supplementi possono essere utili a mantenere lo stato di salute, per altri non lo sono affatto: anche in questo caso i motivi sono molteplici ed entrano in gioco fattori etnici, ambientali o genetici», commenta Eugenio Mocchegiani, responsabile del Centro di Nutrigenomica e Invecchiamento dell'Istituto Nazionale di Ricovero e Cura dell'Anziano di Ancona.
«La genetica influisce per circa il 30 per cento sul mantenimento della corretta omeostasi corporea, il resto dipende dallo stile di vita e dall'ambiente».
Nello scegliere se e quale supplemento sia necessario, oltre alla valutazione dello stato nutrizionale dell'anziano, bisognerebbe anche valutare altri elementi: il progetto europeo ZINCAGE, coordinato da Mocchegiani, ha ad esempio dimostrato che la presenza di specifici geni e lo stato infiammatorio influenzano parecchio l'assorbimento dello zinco.
«Ciò significa che non tutti i soggetti anziani possono essere trattati con lo stesso supplemento, che per alcuni può essere di beneficio mentre per altri può essere addirittura deleterio perché basta la dieta ad assicurare i micronutrienti necessari» dice Mocchegiani.
«I supplementi di nutrienti devono essere presi con estrema cautela, negli adulti e negli anziani. Per scegliere bisognerebbe sempre tener conto del background genetico, che però è costoso da analizzare; l'analisi dello stato infiammatorio invece è più semplice e potrebbe bastare a dirci almeno se l'integratore potrà essere utile o meno», conclude l'esperto.
Fonte: www.corriere.it A cura di Elena Meli



